Senza Cri, la mastectomia e il palco di Sanremo: "Avevo paura, ma ora sono sereno"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quando mancano pochi giorni al debutto sul palco dell'Ariston, Senza Cri rompe un silenzio durato un anno e racconta il momento più importante della sua vita. L'artista non binario, classe 1998, conosciuto dal grande pubblico per la partecipazione alla ventiquattresima edizione di Amici e poi approdato a Sanremo Giovani con il brano "Spiagge", ha scelto di rivelare i dettagli di un percorso intimo e complesso: la mastectomia, l'intervento chirurgico per la rimozione del seno, affrontato proprio alla vigilia dell'esperienza sanremese.

Una decisione che ha segnato un punto di svolta nella sua vita e nella sua carriera, e che ora l'artista sente il bisogno di condividere con chiarezza e senza filtri.

La paura del giudizio e il peso del palco

In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, Senza Cri ha aperto il suo cuore, rivelando le ansie e le paure che hanno accompagnato la scelta di sottoporsi all'operazione in un momento così delicato della sua carriera. L'idea di salire sul palco più importante della musica italiana subito dopo un intervento così intimo e personale, ha ammesso, lo spaventava non poco. "Avevo paura di espormi all'Ariston" ha dichiarato, consapevole di quanto il suo corpo e la sua storia sarebbero stati sotto i riflettori.

Ma quella stessa paura, a conti fatti, è stata superata dalla necessità di essere autentico e di vivere la propria identità senza più costrizioni o nascondimenti. L'artista ha spiegato come, durante l'esperienza ad Amici, la necessità di fasciare il seno dopo la chirurgia lo facesse sentire diverso dagli altri concorrenti, quasi come se la sua vita fosse più complicata di quella dei ragazzi che lo circondavano, un peso che ha portato con sé fino a quando non ha trovato il coraggio di fare il passo definitivo.

"Nessuno sceglie tutto questo per svago"

La riflessione di Senza Cri si fa poi più profonda e tocca il tema del pregiudizio che ancora oggi circonda le scelte identitarie. Con lucidità e fermezza, l'artista ha voluto rispondere a chi, sui social o altrove, banalizza o ridicolizza il suo percorso, definendolo una moda o una scelta di comodo. "Nessuno è così pazzo da decidere di subire tutte queste sofferenze sociali, psicologiche e fisiche per svago" ha affermato con decisione, ribaltando l'ottica di chi giudica superficialmente. "Se fosse solo una scelta, io avrei scelto altro".

Una frase che pesa come una pietra e che restituisce tutta la fatica e la sofferenza che si celano dietro a un percorso di affermazione di genere. Il suo non è un atto di ribellione, ma un atto di necessità: liberarsi di un corpo che non sentiva proprio per poter finalmente respirare. "Soffocavo anche metaforicamente" ha aggiunto, restituendo l'idea di una costrizione che andava oltre il piano fisico.

Libertà ritrovata e il messaggio per chi non ha risposte

Adesso, a distanza di tempo dall'intervento, Senza Cri si mostra per quello che è: un ragazzo che ha ritrovato la serenità. La paura, in fondo, ha lasciato spazio a una nuova consapevolezza. "Dopo l'intervento non è cambiato niente" ha tenuto a precisare, ribadendo che la sua essenza, la sua arte e la sua identità profonda sono rimaste intatte, semmai rafforzate.

Il suo messaggio, in realtà, non è rivolto a chi lo offende o lo deride, ma a chi si trova nella sua stessa condizione di un tempo: quei ragazzi e quelle ragazze che, come lui a 12 anni, non sanno a chi chiedere aiuto e cercano disperatamente un punto di riferimento. "Quando mi espongo, non lo faccio per chi offende, ma per chi come me a 12 anni ha bisogno di risposte e non sa dove trovarle" ha spiegato, trasformando la sua storia in un potente messaggio di solidarietà e visibilità.

Nessuna ricerca di attenzione, quindi, ma la volontà di tendere una mano a chi sta vivendo il suo stesso tormento.

Il corpo nuovo e lo sguardo al futuro

L'artista, che ha recentemente condiviso con i suoi follower uno scatto a torso nudo sui social con la scritta "La mente in burrasca, ma il cuore pulito", ha voluto ribadire con forza la propria identità, dichiarandosi pronto ad affrontare anche le critiche più scontate e superficiali. "Oggi forse qualcuno può parlare dei miei capezzoli, ma io sono sereno" ha scherzato nell'intervista, dimostrando di aver fatto pace con il proprio corpo e con lo sguardo altrui.

Un'operazione, quella a cui si è sottoposto, che non ha stravolto la sua personalità, ma che gli ha permesso di sentirsi finalmente in armonia con se stesso, liberandosi di un peso che andava oltre la fisicità. Senza Cri si appresta ora a vivere l'esperienza sanremese con una leggerezza che fino a poco tempo fa non avrebbe mai immaginato di provare, forte di una consapevolezza conquistata giorno dopo giorno e della certezza di aver fatto la scelta giusta per se stesso.

Il palco dell'Ariston, che prima incuteva timore, si trasforma così in un'opportunità per mostrare al pubblico non solo la sua musica, ma anche la sua verità più autentica.

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