Julian Alaphilippe ritrova il sorriso alla Tre Valli Varesine
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Redazione Sport
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Julian Alaphilippe, il ciclista francese della Tudor, ha finalmente ritrovato una porzione di quella felicità che sembrava essergli sfuggita di mano in occasione dei recenti Mondiali. Il terzo posto conquistato alla Tre Valli Varesine 2025, alle spalle di un Tadej Pogačar semplicemente irraggiungibile e del giovane Albert Withen Philipsen, rappresenta per il bi-campione del mondo un traguardo psicologico importante, un esito che lui stesso ha definito capace di “togliergli un po’ della delusione di Kigali”. Una giornata, la sua, trascorsa costantemente nei ranghi di testa, prima nei movimenti iniziali e poi in un finale vivace, dove il suo scatto, seppur non sufficiente per minacciare la vittoria, ha dimostrato una rinnovata competitività.
Il dominio assoluto di Tadej Pogačar
Sul percorso che ha attraversato la provincia di Varese, cucendone i territori in un evento che unisce da oltre un secolo la passione popolare alle inevitabili polemiche per i disagi alla viabilità, a dominare è stato, incontrastato, Tadej Pogačar. Il campione sloveno, che indossa le maglie di campione del mondo e campione d’Europa, ha firmato una delle sue azioni più tipiche, piazzando l’attacco decisivo in discesa a ventidue chilometri dal traguardo per poi trionfare in solitaria. Questa vittoria, la diciannovesima della sua stagione, giunge dopo un periodo di attività intensissimo che lo ha portato a gareggiare, nell’arco di un solo mese, in tre continenti diversi, dall’America del Nord all’Africa fino al ritorno in Europa.
Uno sguardo al futuro del ciclismo
L’impresa di Pogačar, se da un lato conferma la sua schiacciante superiorità in questo momento del ciclismo mondiale, è stata da lui commentata con un’osservazione che getta uno sguardo sul futuro, avvertendo come “le nuove generazioni stiano arrivando”. Un'affermazione che trova immediato riscontro nel secondo posto del giovanissimo Philipsen, il quale, insieme a un Alaphilippe in ripresa, ha completato un podio di altissimo livello. La corsa, ultimo atto del Trittico Lombardo, si è così rivelata un perfetto spaccato delle gerarchie attuali, dove un dominatore assoluto deve già fare i conti con l’ascesa di nuovi talenti.
Un punto di partenza fondamentale per Alaphilippe
Per Alaphilippe, in particolare, questo piazzamento assume il valore di una piccola rivalsa. Dopo aver affrontato un periodo complesso, segnato da problemi fisici e dalle aspettative disattese in Ruanda, dove si era presentato con ambizioni rilevanti, riuscire a lottare per un posto sul podio in una classica cosi prestigiosa segna un punto di partenza fondamentale. La sua prestazione, fatta di presenza continua e di uno spunto finale che gli ha consentito di staccare gli altri inseguitori, indica una condizione in netto miglioramento, restituendo al corridore e ai suoi tifosi quella fiducia che appariva inevitabilmente incrinata.




