Cobolli, il compleanno al Foro Italico e quel paragone con la Roma all’Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Flavio Cobolli, che proprio oggi spegne 24 candeline, ha scelto il Foro Italico come palcoscenico ideale per ribadire un concetto, peraltro già emerso in passato, e cioè che giocare sugli campi di viale del Foro Italico, per un tennista cresciuto a pochi chilometri di distanza, equivalga a indossare la maglia giallorossa davanti al proprio pubblico. “Per me giocare qui è come essere nella Roma all’Olimpico”, ha dichiarato il numero 12 del ranking mondiale – suo best ranking personale – alla vigilia di un torneo, gli Internazionali d’Italia 2026, nel quale non ha mai brillato come forse ci si aspetterebbe da un giocatore del suo calibro. Una frase, la sua, che racchiude il peso emotivo di una sfida interiore oltre che tecnica: quella di trasformare la pressione in energia positiva, un tema che l’azzurro ha affrontato più volte in conferenza stampa.

Una notte di torte, sorprese e compagni di Davis

La festa per i suoi 24 anni è cominciata puntualmente a mezzanotte, quando tutti i compagni della squadra italiana di Coppa Davis – ognuno con la rispettiva compagna al seguito – si sono alternati per brindare insieme a lui. C’era anche Andrea Vavassori, sebbene questi avesse compiuto gli anni proprio il giorno prima, il 5 maggio: un doppio compleanno, quindi, che ha riunito il gruppo azzurro in un clima disteso e genuino. E stamattina, al suo arrivo al Foro Italico, un’altra sorpresa: una torta con la candelina già accesa, pronta da spegnere, ad attenderlo tra i corridoi che portano agli spogliatoi. Assente, invece, Jannik Sinner – nessun dramma o dissapore, si tratta semplicemente di un’assenza dovuta a motivi organizzativi personali – mentre non sono mancati Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, Andrea Pellegrino e Lorenzo Musetti, tutti ritratti in pose informali tra un sorriso e l’altro.

Il best ranking e quel tabù da sfatare tra le righe del Foro

Cobolli arriva a quest’edizione degli Internazionali con una consapevolezza decisamente diversa rispetto agli anni passati. Non più soltanto il ragazzo romano chiamato a gestire emozioni enormi davanti al proprio pubblico – un peso, quello delle attese, che ha schiacciato più di un giovane talento – bensì una testa di serie (è numero 10 del seeding nel tabellone principale maschile) e un giocatore stabilmente tra i migliori del circuito. La crescita, del resto, è sotto gli occhi di tutti: mesi di risultati importanti gli hanno permesso di issarsi fino alla dodicesima posizione mondiale, un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava lontano. Tuttavia, il legame con il Foro Italico resta complesso: mai, finora, aveva superato le battute iniziali del torneo, un paradosso per chi considera questo campo una seconda casa.

“Meno pressione, voglio divertirmi ed essere spensierato”

La conferenza stampa del giorno d’apertura del tabellone maschile ha offerto lo spunto per ascoltare un Cobolli filosoficamente mutato. “Quest’anno sento meno pressione. Voglio divertirmi ed essere spensierato”, ha spiegato l’azzurro, sottolineando come l’obiettivo principale non sia più dimostrare qualcosa agli altri bensì godersi ogni scambio, ogni punto, ogni applauso. Un approccio mentale che, a sentire le sue parole, potrebbe fare la differenza in un torneo storicamente avaro di soddisfazioni per lui. E mentre la festa di compleanno si chiude con la torta e gli auguri – tra questi spicca quello a Riccardo Calafiori, un pensiero incrociato tra due sportivi romani – Cobolli si prepara a scendere in campo con una libertà che forse, in passato, gli era mancata.

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