Varese, la “ladra di bambini” bloccata al centro estivo di Avigno: espulsione e Tso per la 49enne francese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una vicenda che da giorni teneva con il fiato sospeso le famiglie di Varese ha trovato un epilogo nella giornata di oggi, mercoledì 5 agosto, quando i carabinieri della Compagnia di Varese hanno fermato una donna di 49 anni, cittadina francese, nei pressi del centro estivo allestito presso la scuola primaria Galileo Galilei, nel quartiere di Avigno.

La donna, già nota alle forze dell'ordine per una serie di episodi precedenti che le erano valsi il soprannome di "ladra di bambini", aveva tentato di accedere all'area frequentata dai minori, gettando nel panico genitori ed educatori presenti. L'episodio di oggi, che si aggiunge a un primo tentativo fallito già avvenuto ieri, ha costituito l'occasione per un intervento risolutivo da parte delle autorità, con l'emissione di un decreto di allontanamento e l'avvio di un trattamento sanitario obbligatorio.

L'ultimo tentativo di accesso e la reazione delle forze dell'ordine

Secondo quanto ricostruito dall'assessora ai Servizi educativi del Comune di Varese, Rossella Dimaggio, il primo tentativo di ingresso della donna, risalente a ieri, era stato sventato grazie all'intervento di alcuni genitori che si trovavano nei pressi della struttura. Oggi, però, la donna ha fatto un secondo tentativo, più convinto, che ha reso necessario l'intervento immediato dei carabinieri.

I militari, allertati dalle segnalazioni, sono giunti sul posto e hanno rintracciato la 49enne poco dopo in via Saffi, bloccandola e mettendo fine alla situazione di forte tensione che si era creata tra gli operatori del centro estivo e le famiglie. L'assessora ha tenuto a precisare che, nonostante lo spavento, nessun bambino è stato toccato o messo in pericolo fisico durante gli episodi, sottolineando l'importanza della pronta reazione dei presenti.

Le indagini, il decreto di espulsione e il trattamento sanitario

Una volta condotta negli uffici dell'Arma, la donna, senza fissa dimora in Italia, è stata sottoposta agli accertamenti del caso. I carabinieri hanno immediatamente contattato l'Ufficio Immigrazione della Questura di Varese per valutare i provvedimenti più idonei da adottare a tutela della sicurezza pubblica.

La questura ha ritenuto sussistenti i presupposti per chiedere l'allontanamento della cittadina francese dal territorio nazionale, e il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha firmato un decreto in tal senso per motivi di sicurezza pubblica, con contestuale divieto di reingresso in Italia per i prossimi cinque anni.

Il provvedimento è già stato notificato alla donna, la quale dovrà lasciare il Paese entro dieci giorni; in caso di mancata ottemperanza, si procederà all'espulsione coattiva, per la quale sono già stati avviati i contatti con le autorità francesi.

La svolta con il ricovero in Psichiatria

Dopo gli adempimenti amministrativi, le condizioni generali della donna hanno spinto i carabinieri a richiedere un intervento sanitario. La 49enne è stata quindi accompagnata dal personale del 118 all'ospedale di Circolo di Varese per una valutazione clinica approfondita. A differenza di quanto accaduto in un precedente episodio, quando era stata giudicata non bisognosa di ricovero, questa volta i medici hanno disposto il trattamento sanitario obbligatorio con il ricovero nel reparto di Psichiatria.

Questo passaggio segna un punto di svolta nella vicenda, inquadrando i comportamenti della donna non solo come reati, ma come manifestazioni di un grave stato di fragilità e di difficoltà che ha richiesto un'assicurazione medica.

Il rafforzamento della sicurezza e la risposta del Comune

L'amministrazione comunale, attraverso l'assessorato ai Servizi educativi, ha comunque già disposto un potenziamento della vigilanza intorno al centro estivo di Avigno per garantire la massima serenità e sicurezza durante lo svolgimento delle attività. È stata disposta una verifica della recinzione per escludere la presenza di varchi e richiesto un rafforzamento della sorveglianza discreta nei dintorni della struttura.

La vicenda, che nelle ultime settimane aveva creato forte allarme sociale in città a seguito di molteplici segnalazioni per comportamenti molesti in diverse zone, tra cui piazza Repubblica e via Legnani, trova quindi una risposta articolata che bilancia la necessità di tutela dei minori con l'assistenza a una persona in evidente stato di difficoltà personale.

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