Firenze, dal primo aprile stop ai monopattini in sharing: il Tar respinge il ricorso di Bird
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Redazione Interno
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Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha detto no alla richiesta di sospensiva presentata dalla società Bird Rides Italy, e di conseguenza la delibera con cui il Comune di Firenze ha stabilito la conclusione del servizio di monopattini elettrici a noleggio, il cosiddetto free floating, potrà fare il suo corso: dal primo aprile 2026, quindi, quei mezzi non si troveranno più sparsi per le strade del capoluogo toscano. I giudici, con un provvedimento adottato lo scorso 19 febbraio, hanno rigettato l'istanza cautelare che chiedeva di bloccare in via d'urgenza l'efficacia dell'atto comunale, consentendo così all'amministrazione guidata da Sara Funaro di procedere con il cronoprogramma già annunciato. La partita legale, però, è tutt'altro che archiviata: la stessa Bird, tramite i propri legali, ha fatto sapere che la battaglia proseguirà nel merito, poiché la decisione del Tar, in questa fase, non entra nel merito della legittimità della delibera ma si limita a constatare l'assenza dei presupposti per una sospensiva immediata. L'azienda americana, del resto, parla di un provvedimento “ingiustificato e sproporzionato” e annuncia che andrà avanti per far valere le proprie ragioni, sostenendo di aver sempre operato in sintonia con le richieste di Palazzo Vecchio e di aver investito in sicurezza -1-6-9.
Il nodo del casco e le criticità del servizio
Alla base della scelta dell'amministrazione comunale, formalizzata già a novembre con una delibera dell'assessore alla mobilità Andrea Giorgio, ci sono ragioni che affondano le radici nel nuovo codice della strada entrato in vigore a dicembre del 2024, quello che ha introdotto l'obbligo del casco per tutti i conducenti di monopattini, indipendentemente dall'età, insieme alla necessità di targa e assicurazione. Se da un lato il Comune sottolinea come la sicurezza stradale sia una priorità assoluta, dall'altro emerge una constatazione piuttosto cruda: nel sistema di sharing a flusso libero, cioè senza stazioni fisse di riconsegna, è oggettivamente complicato garantire che ogni utente trovi un casco pulito e funzionante sul mezzo, e ancor più difficile è controllare che lo indossi effettivamente. Le stesse società di noleggio, come Ridemovi e Bit, avevano provato a dotare i propri monopattini di caschi, salvo poi doversi arrendere all'evidenza dei furti reiterati e dei danneggiamenti, con gli elmetti che sparivano in continuazione costringendo le aziende a rinunciare all'idea. Bird, dal canto suo, aveva sempre ritenuto la dotazione non necessaria, sollevando tra l'altro dubbi sulla conformità normativa di elementi sporgenti come i caschi agganciati ai manubri -2-4-5.
La gestione quotidiana e l'uso scorretto dei mezzi
A complicare ulteriormente il quadro, e a fornire argomenti concreti a chi sostiene la necessità dello stop, ci sono le modalità d'uso dei monopattini che i fiorentini, ma anche i turisti, hanno messo in atto in questi anni di sperimentazione iniziata nel 2020. Non è solo questione di casco, ma di comportamenti che vanno dalla sosta selvaggia – con i mezzi abbandonati in mezzo ai marciapiedi, davanti ai portoni o addirittura gettati in Arno – alla circolazione pericolosa, con persone che viaggiano in due sullo stesso veicolo, che sfrecciano contromano o che invadono le corsie riservate a bus e taxi. Una situazione, questa, che la polizia municipale ha potuto controllare solo in parte, e che ha generato un malcontento diffuso non solo tra i pedoni, ma anche tra le associazioni di categoria e i cittadini più attenti al decoro urbano. L'amministrazione, preso atto di queste difficoltà e dell'impossibilità di garantire il rispetto delle nuove regole in un contesto di sharing non vincolato, ha quindi deciso di non procedere con un'ulteriore proroga della sperimentazione, che già era stata allungata due volte, e di chiudere l'esperienza il 31 marzo 2026, salvo appunto sviluppi giudiziari diversi -3-7-8.
Il futuro della mobilità condivisa a Firenze
Se per i monopattini si profila all'orizzonte una sorta di pensionamento forzato, Palazzo Vecchio non sembra voler abbandonare il concetto di mobilità dolce e condivisa, ma punta piuttosto a reindirizzarlo su altri binari. L'alternativa individuata, per ora, è il potenziamento del bike sharing, un servizio che negli ultimi anni ha fatto registrare numeri in crescita, con un milione e mezzo di noleggi nel 2024 e un incremento del 18% nei primi mesi del 2025. L'intenzione, stando a quanto dichiarato dall'assessore Giorgio, è quella di aumentare il numero di biciclette a disposizione, rinnovare la flotta e rendere le tariffe più accessibili, magari con agevolazioni per chi è già abbonato al trasporto pubblico locale. Resta da capire, però, come si evolverà la vicenda giudiziaria: il ricorso di Bird, infatti, non è stato ancora discusso nel merito, e l'azienda americana continua a sostenere che la decisione del Comune sia in realtà un autogol che danneggia utenti e lavoratori, oltre a rappresentare un passo indietro rispetto alla mobilità sostenibile. Per il momento, comunque, la delibera regge e il countdown è ufficialmente partito -4-5-8.
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