La7 presenta il palinsesto 2025-26: conferme per i big, Saviano e Gratteri tra le novità

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Oltre seicento persone, tra volti noti del web e manager delle principali aziende pubblicitarie, hanno affollato il Superstudio di via Tortona a Milano per assistere alla presentazione dei nuovi palinsesti di La7 e delle testate del gruppo CairoRcs Media. La serata, che ha preso vita con l’ironia pungente di Luca e Paolo, si è trasformata in una sorta di "live cover" della satira politica, dove i veri protagonisti – involontari – sono stati i politici italiani, le cui uscite bizzarre continuano a fornire materiale inesauribile. Da Carlo Nordio, con i suoi discutibili consigli alle vittime di stalking, alla gaffe linguistica di Daniela Santanchè tra «destination» e «brand reputation», passando per Ilaria Salis e Giuli, fino agli evergreen Matteo Salvini e Francesco Lollobrigida – quest’ultimo autore dell’ormai celebre «l’acqua può uccidere» –, il duo comico ha costruito uno spettacolo che, seppur leggero, ha messo in luce quanto la politica italiana sia ancora una miniera di trovate imbarazzanti.

Sul fronte delle conferme, La7 ha puntato tutto sulla continuità, rinnovando i contratti dei suoi pilastri. Lilli Gruber, con «Otto e mezzo» dal lunedì al venerdì, Giovanni Floris («Di martedì»), Corrado Formigli («Piazzapulita») e Massimo Gramellini («Che tempo che fa» il sabato) vedranno i loro accordi estesi fino al 2030, nonostante la scadenza originaria fosse fissata al 2026. Stessa fiducia per Aldo Cazzullo, Diego Bianchi (Zoro) e Corrado Augias, tutti riconfermati per i prossimi tre anni. Un segnale chiaro da parte dell’editore Urbano Cairo, che durante l’evento ha ribadito la scommessa su un’informazione «libera e di qualità», definendosi orgoglioso di una squadra che, nella stagione appena conclusa, ha registrato uno share medio del 6,3% in prima serata, il miglior risultato di sempre.

Tra le novità spiccano due nomi di peso: Roberto Saviano e Nicola Gratteri. Il primo sarà protagonista di «La giusta distanza», un programma in sei puntate che promette approfondimenti senza filtri, mentre il procuratore Gratteri porterà in tv le sue «Lezioni di Mafie», un ciclo di quattro appuntamenti per smontare i meccanismi delle organizzazioni criminali. Due scelte che confermano l’attenzione della rete ai temi sociali e giudiziari, senza rinunciare al rigore giornalistico.

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