Lady Gaga trasforma il Coachella in un teatro visionario tra horror e pop
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa era stata lunga, ma Lady Gaga non ha deluso: sul palco principale del Coachella Valley Music and Arts Festival, ieri sera, ha firmato uno di quegli spettacoli che restano nella storia, un’esplosione di creatività in cui musica, arte e provocazione si sono fuse senza compromessi. Stefani Germanotta, che da anni ormai non ha più bisogno di presentazioni, ha scelto l’evento californiano per lanciare il suo nuovo album, Mayhem, e lo ha fatto con una performance divisa in quattro atti, ciascuno più iconico del precedente.
Tra scenografie che evocavano un mondo gotico e surreale – scheletri, zombie, creature ibride – la popstar ha portato in scena il suo immaginario horror-glam, trasformando il deserto in un palcoscenico da antologia. La setlist, che ha attraversato i suoi successi più celebri insieme alle nuove tracce, è stata costruita come un viaggio attraverso le ossessioni artistiche di Gaga, senza mai perdere quella perfezione tecnica che la contraddistingue. Se c’era chi dubitava che potesse superare le sue stesse esibizioni passate, la risposta è arrivata netta: due ore di spettacolo in cui ogni dettaglio, dalle coreografie ai costumi, è stato curato con maniacale precisione.
Non è mancato, naturalmente, il tributo alla moda, elemento chiave della sua poetica. Tra cambi d’abito fulminei e riferimenti alla cultura queer, Gaga ha dimostrato ancora una volta come il suo lavoro sia un dialogo costante tra suono e immagine. E se il Mayhem Ball prometteva caos, quello che ha offerto è stato un caos calcolatissimo, dove ogni gesto sembrava studiato per stupire.




