Terni, salta il numero legale in consiglio. Il sindaco Bandecchi all’attacco: «Opposizioni da destra a sinistra, grave comportamento»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pomeriggio di lunedì, nel consiglio comunale di Terni, ha restituito l’immagine di un’aula spaccata in due. Sedici consiglieri di maggioranza presenti, le opposizioni – comprese quelle di destra e di sinistra – completamente assenti al momento del voto. Il risultato? È venuto a mancare il numero legale, proprio mentre si doveva votare la prima delle tre commissioni speciali d’inchiesta volute dal sindaco Stefano Bandecchi. Un’azione, quella del primo cittadino, che mirava a fare luce su tre aspetti definiti «importanti»; e invece, come lui stesso ha commentato a caldo, «le opposizioni non hanno voluto far luce, facendo mancare il numero legale». Un episodio, quest’ultimo, che ha innescato una reazione immediata da parte del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, i quali hanno chiesto a Bandecchi di dimettersi. Il sindaco, dal canto suo, ha ribaltato l’accusa, parlando di un comportamento gravissimo da parte di chi, dice, «non ha voluto partecipare al voto».

L’assemblea dei soci e la Ternana in liquidazione

Mentre la politica locale si scontrava su numeri e aule deserte, a poche centinaia di metri di distanza si giocava un’altra partita, forse ancor più decisiva per il futuro della città. Poco dopo le 18 è iniziata l’assemblea dei soci della Ternana Calcio, convocata dopo che la famiglia Rizzo aveva manifestato l’intenzione chiara di non voler più investire. E non è un dettaglio da poco: senza nuovi capitali, il club rischiava il tracollo. E infatti, proprio lunedì, è arrivata via Pec una manifestazione di interesse da parte della Cpi Srl, società riconducibile all’imprenditore di origini narnesi Carlo Pantalloni. Una finestra, quella apertasi con la Pec indirizzata allo studio del dottor Fabio Forti (amministratore unico della Ternana) e per conoscenza all’assessore Paolo Tagliavento, che sembrava poter cambiare le sorti del calcio rossoverde. Ma così non è stato.

La trattativa con Pantalloni, durata poche ore

La manifestazione d’interesse, arrivata alle 13.45 di lunedì 13, si è dissolta in poche ore. Come neve al sole, verrebbe da dire, dopo il colloquio che lo stesso Pantalloni ha avuto con il sindaco Bandecchi poco dopo le 18. Nessuna fumata bianca, nessun passo avanti: l’imprenditore narnese ha fatto marcia indietro. Le ragioni del dietrofront, per ora, non sono state rese note nei dettagli; quel che è certo è che la Ternana si ritrova nuovamente senza un compratore certo. Un colpo di scena, quest’ultimo, che riporta tutto al punto di partenza, ovvero a un futuro segnato dalla liquidazione.

Doppio binario e azioni legali: Bandecchi annuncia cause contro i Rizzo

La giornata di lunedì, insomma, si è consumata su due fronti distinti ma intrecciati. Da una parte c’era Palazzo Spada, dove il sindaco Bandecchi ha incontrato squadra e staff, cercando di tenere insieme ciò che resta del morale e della struttura societaria. Dall’altra, a poche centinaia di metri, lo studio del notaio Cirilli, dove veniva formalizzata la messa in liquidazione ordinaria del club rossoverde. Un binario morto, quello societario, che il sindaco ha commentato con toni durissimi al termine del faccia a faccia con i calciatori. Bandecchi ha parlato apertamente di responsabilità – senza giri di parole – e ha annunciato azioni legali contro la famiglia Rizzo. «Ripartiamo dalla Serie D», ha detto, quasi come un manifesto di resa e rinascita allo stesso tempo. Ma con una certezza: le cause, quelle sono pronte.

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