Il segreto della balena artica, un mammifero che vive due secoli

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre l'uomo, la cui esistenza media si misura in decenni, insegue l'elisir di lunga vita, un gigante dei mari freddi lo possiede già da tempo immemore. La balena della Groenlandia, un colosso che solca le acque artiche sfidando i ghiacci, è infatti il mammifero più longevo del pianeta, con un'aspettativa di vita che supera abbondantemente i duecento anni. Un esemplare nato all'epoca della stesura de L'Infinito di Giacomo Leopardi, per dare un'idea della sua durata, potrebbe teoricamente nuotare ancora oggi. La prova della loro venerabile età, del resto, è stata rinvenuta su alcuni individui, i cui corpi conservavano i resti di antichi arpioni, strumenti di un'epoca remota che hanno permesso di calcolare con sorprendente precisione la loro longevità.

La scoperta che riscrive la biologia

Fino a non molti decenni fa, si riteneva che questi maestosi animali, al pari di altri grandi cetacei, potessero vivere al massimo settant'anni o poco più. Una convinzione radicalmente smentita dalle successive ricerche, le quali hanno rivelato come la Balaena mysticetus, questo il suo nome scientifico, sia in grado di attraversare i secoli. La sua biologia, che lo rende un vero e proprio "Matusalemme del mare", rappresenta quindi un campo di studio affascinante per gli scienziati, i quali vi scorgono una mappa per comprendere i meccanismi più profondi dell'invecchiamento. Non si tratta, infatti, di un semplice dato curioso, bensì di un rompicapo biologico le cui soluzioni potrebbero avere implicazioni profonde.

Il ruolo cruciale di una proteina speciale

Le indagini scientifiche, come riporta una recente pubblicazione su Nature, hanno iniziato a svelare i dettagli di questo mistero, individuando nel Dna dell'animale il probabile segreto della sua straordinaria resistenza. Sembra che una proteina, la cui attività viene attivata dalle temperature gelide dell'habitat polare, giochi un ruolo fondamentale. Questa molecola, infatti, sarebbe dotata di una spiccata capacità di riparare i danni che il materiale genetico accumula naturalmente con il passare del tempo, un processo che negli altri mammiferi, uomo compreso, conduce al declino cellulare e all'invecchiamento. Mantenendo le proprie cellule in uno stato di efficienza giovanile, la balena artica contrasta efficacemente lo scorrere del tempo.

Dalle acque polari alla medicina umana

È proprio su questo meccanismo di autoriparazione che la ricerca scientifica sta ora concentrando i propri sforzi, elaborando piani per verificare se lo stesso "trucco" biologico possa essere in qualche modo riprodotto o stimolato nell'organismo umano. L'obiettivo, come sottolineano gli esperti, non è l'immortalità, bensì l'estensione di un'esistenza in buona salute. Lo studio di questo gigante gentile, che gli Inuit dell'Alaska – i quali da secoli praticano una caccia di sussistenza a suo carico – dicono possa "vivere due vite umane", offre quindi una prospettiva concreta. Le sue cellule, abituate a resistere per secoli, potrebbero un giorno insegnare alle nostre come fare altrettanto.

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