Bari, destino beffardo a Mantova: decide un ex al 93', la crisi è senza fine
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Redazione Sport
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Pensa, alle volte, il destino. Quello che si è divertito a tessere la trama di un pomeriggio decisivo a Mantova, dove il Bari ha perso per 2-1 uno scontro diretto carico di implicazioni per la salvezza, sprofondando ancor più nella morsa della classifica. Il primo tempo, un botta e risposta tirato, aveva visto i padroni di casa passare in vantaggio al quattordicesimo minuto: su punizione di Trimboli, una deviazione di Cerofolini aveva creato scompiglio, e lì, nella mischia, era arrivato il tocco vincente di Meroni, che fino a pochi giorni prima indossava la maglia biancorossa. Una beffa già scritta, ma la reazione degli ospiti, per una volta, non si era fatta attendere a lungo. Due minuti dopo, infatti, il pareggio era arrivato con Odenthal, il quale, all'esordio, ha trovato il modo di correggere di testa un'altra punizione, quella calciata da Verreth, suggellando un immediato ribaltamento delle emozioni in campo.
Il recupero lungo e il colpo di scena finale
La partita, equilibrata e combattuta, è sembrata avviarsi verso una divisione della posta, risultato che avrebbe lasciato insoddisfatti entrambi, considerando la fame di punti e la necessità di allontanare lo spettro della terza serie. Il destino, però, quella sorta di regista occulto di certe giornate di campionato, aveva in serbo un altro capitolo, decisivo e amarissimo per i pugliesi. Si è atteso fino al terzo minuto di recupero, quando un'azione lanciata dalla squadra di casa ha trovare il suo epilogo su un cross dal fondo: lì, a staccare per insaccare di testa, è stato Mancuso, scrivendo il sigillo sul 2-1 finale e regalando al Mantova tre punti che, per pesanti che siano, sembrano avere il valore di una liberazione. Per gli altri, per il Bari, non è rimasto che lo sconforto di una sconfitta bruciante, arrivata nel momento più inopportuno, che nega anche il conforto di un punto conquistato in trasferta.
La classifica che diventa una condanna
Il quadro, al termine della giornata, è diventato ancora più fosco per i biancorossi, che restano inchiodati al penultimo posto a quota venti punti, un bottino misero dopo ventitré partite. La sconfitta, l'undicesima in campionato, assume i contorni di una condanna, visto che la zona salvezza diretta si allontana ulteriormente, rappresentata proprio dalla stessa Mantova che ora si porta a tre lunghezze di vantaggio. Lo Spezia, anch'esso a venti punti ma con una gara meno disputata, completa un quadro disperato nella parte bassa della graduatoria, dove ogni errore paga un prezzo altissimo e ogni occasione mancata rischia di essere l'ultima. La partita, del resto, era stata vissuta come un vero e proprio spareggio, un confronto dal quale non si poteva uscire a mani vuote.
Le ombre di una gestione e un futuro sempre più complicato
Il primo appuntamento dopo la chiusura del mercato non ha mostrato, in effetti, un volto nuovo della squadra, che appare ancora prigioniera degli stessi limiti e della stessa fragilità psicologica visti nella prima, lunga parte di una stagione che sembra maledetta. Le polemiche, come accade spesso in questi casi, non si sono fatte attendere, e hanno trovato un bersaglio nell'arbitraggio di Federico Dionisi, giudicato da molti il peggior interprete in campo per alcune decisioni controverse. Questioni che, però, restano sullo sfondo di un problema più strutturale e profondo. Quel che conta, ora, sono i fatti in tavola: un altro tonfo, un altro passo verso il baratro, con la Serie C che da spettro lontano inizia a prendere la forma di una possibilità concreta, mentre il campionato entra nel suo tratto decisivo.




