Caso Lautaro, Vaciago attacca: "La giustizia sportiva ha diverse velocità?"
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Redazione Sport
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Il caso Lautaro Martinez, legato alle imprecazioni attribuite al capitano dell’Inter al termine della sfida contro la Juventus, continua a far discutere, alimentando un dibattito che va oltre il semplice episodio in sé. Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha recentemente sollevato una questione più ampia, mettendo in discussione i tempi e i criteri della giustizia sportiva italiana. "Ce lo hanno spiegato molto bene, anche con un filo di rimprovero, quando chiedevamo un filo di garantismo in più e, soprattutto, una giurisprudenza più fedele ai principi del diritto che richiede certezze per condannare", ha osservato Vaciago, sottolineando come la rapidità delle decisioni spesso si scontri con la necessità di accertamenti approfonditi.
La Procura Federale, intanto, sta portando avanti l’indagine per verificare se Martinez abbia effettivamente pronunciato frasi blasfeme al termine del derby d’Italia, vinto 1-0 dalla Juventus il 16 febbraio scorso. Nonostante le ripetute smentite del giocatore, che ha ribadito pubblicamente di non aver mai bestemmiato, la Figc ha acquisito decine di ore di materiale audiovisivo dalla Lega Serie A, tra cui video e audio della partita, per cercare di fare chiarezza. Il procuratore federale Giuseppe Chiné, incaricato di condurre le indagini, ha ricevuto il materiale lo scorso 25 febbraio, ma al momento non sono emersi elementi definitivi per confermare o smentire le accuse.
In casa Inter, intanto, si respira un clima di relativa tranquillità. Secondo alcune voci, Martinez potrebbe patteggiare una multa per chiudere la vicenda, evitando così una squalifica che potrebbe pesare sul finale di stagione dei nerazzurri. Tuttavia, la possibilità di un patteggiamento non sembra risolvere le perplessità sollevate da Vaciago e da altri osservatori, che criticano la mancanza di uniformità nei procedimenti disciplinari. Un esempio emblematico è il caso delle plusvalenze della Juventus, dove la tempestività delle decisioni è stata giustificata dalla necessità di rispettare il principio di celerità, come ricordato da Mario Luigi Torsello, giudice della Corte d’Appello federale: «La tempestività è fondamentale, la certezza assoluta comporterebbe un rallentamento del procedimento sportivo».
La questione, dunque, non riguarda solo Lautaro Martinez, ma chiama in causa l’intero sistema della giustizia sportiva, spesso accusato di agire con criteri disomogenei. Se da un lato si esige rapidità, come nel caso delle plusvalenze, dall’altro si chiede maggiore rigore e approfondimento, come nel caso delle presunte bestemmie. Un dualismo che rischia di minare la credibilità delle istituzioni sportive, già messe alla prova da scandali e polemiche ricorrenti. Senza contare che, in un contesto in cui ogni decisione viene analizzata sotto la lente d’ingrandimento, la mancanza di coerenza rischia di alimentare ulteriori dubbi e divisioni.




