Il dibattito sulla velocità massima a Bologna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il limite di 30 chilometri orari a Bologna è al centro di un acceso dibattito. Secondo il Ministero dei Trasporti, questa misura "non appare una scelta ragionevole" in quanto i problemi per i cittadini, in particolare per i lavoratori, rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale. Il ministro Matteo Salvini ha dichiarato che la sicurezza stradale resta una delle priorità assolute.

Il punto di vista del Ministero dei Trasporti

Il Ministero dei Trasporti si dice pronto ad avviare un confronto immediato con l'amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fughe in avanti che poi rischiano di essere smentite anche dai giudici, come già successo a Milano a proposito dell'obbligo per i mezzi pesanti dei dispositivi per l'angolo cieco.

La posizione della vicesindaca Emily Clancy

La vicesindaca Emily Clancy, esponente di Coalizione Civica, valuta la Città 30 come una vittoria politica, ma soprattutto cittadina. Il provvedimento non nasce dal nulla, ma da una mobilitazione con associazioni e centri culturali, in prima fila la consigliera Simona Larghetti.

L'esperienza di Bruxelles

A Bruxelles, la rivoluzione della Città 30 porta la firma della ministra dei trasporti Elke Van den Brandt, leader dei Verdi. Tre anni fa, decise di ridurre i limiti di velocità in tutta la regione. Questa misura ha portato a una riduzione degli incidenti e ora l'obiettivo è raggiungere zero morti entro il 2030.

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