Jannik Sinner, il dubbio Us Open: a New York solo con l'ok dei medici
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Redazione Sport
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L'attesa per l'ultimo Slam della stagione è ormai agli sgoccioli, ma il mondo del tennis resta col fiato sospeso per le condizioni del suo numero uno. Jannik Sinner, fermo ai box dalla vittoria a Wimbledon e costretto a rinunciare ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati per un'infiammazione ai tendini del ginocchio destro, ha completato un'intensa fase di accertamenti e terapie tra Torino e Montecarlo.
La presenza dell'azzurro agli Us Open, in programma a New York dal 30 agosto, è ancora in bilico a una decina di giorni dall'inizio del torneo, con il rientro subordinato al via libera definitivo dei medici.
L'infortunio che ha fermato il numero uno del mondo
Il problema al ginocchio destro si è manifestato durante la preparazione per il cemento nordamericano, subito dopo il trionfo londinese. Quello che inizialmente poteva apparire come un semplice fastidio, da gestire con un turno di riposo a Montreal, si è rivelato più serio del previsto, tanto da costringere il 25enne altoatesino a dare forfait anche per il torneo dell'Ohio.
"La situazione del ginocchio sicuramente poi si è rivelata più importante di quello che sembrava essere", ha spiegato Dario Puppo, giornalista di Eurosport, intervenuto nell'ultima puntata di TennisMania su OA Sport. L'azzurro, che in questa stagione ha vinto i primi cinque Masters 1000 stagionali, ha visto interrompersi una striscia vincente che durava da Parigi, ma la priorità è diventata immediatamente il recupero fisico in vista dell'impegno più importante dell'anno.
Le terapie e gli ultimi accertamenti
Sinner ha trascorso diversi giorni al JMedical di Torino, dove si è sottoposto a un programma intensivo di controlli e terapie, comprese quelle con onde d'urto, per risolvere l'infiammazione che lo affligge. Successivamente, il numero uno del mondo è tornato a Montecarlo, dove ha ripreso ad allenarsi sotto gli occhi del coach Simone Vagnozzi, testando le condizioni del ginocchio in un contesto più vicino a quello agonistico.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il giocatore ha svolto una seduta al Circolo della Stampa Sporting di Torino per valutare la risposta del tendine al carico di lavoro, un passaggio fondamentale prima di prendere una decisione definitiva. La partecipazione agli Us Open è subordinata al completamento con successo di questa fase di valutazione: Sinner non scenderà in campo a New York se non sarà al cento per cento della forma fisica.
La serie positiva e il precedente a Cincinnati
L'assenza di Sinner in un torneo del Grande Slam sarebbe una novità assoluta, considerando che l'azzurro vanta una striscia di 27 presenze consecutive nei tabelloni principali dei quattro major stagionali, una serie che dura dagli Us Open 2019. Nel corso della sua carriera, il tennista di San Candido ha sempre risposto presente all'appello nei tornei più importanti, un dato che sottolinea quanto sia seria la situazione attuale.
La scelta di rinunciare a Cincinnati non è stata semplice, come dimostrano le parole del diretto interessato: "Dopo aver consultato i medici e il mio team, devo annunciare che sono costretto a ritirarmi dal Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando qualche problema e, nonostante abbiamo lavorato duramente con il mio staff medico, devo accettare il fatto che non sono ancora pronto per competere".
Il forfait arriva a un anno di distanza dalla finale persa nello stesso torneo contro Alcaraz, un'edizione che aveva già messo in luce le difficoltà del giocatore italiano alle prese con il caldo e le condizioni avverse.
Il punto di vista degli esperti
Le perplessità sulle reali condizioni di Sinner e sulla possibilità di vederlo al top a New York sono state sollevate apertamente da Dario Puppo. Il giornalista, intervenuto a TennisMania, ha evidenziato come i tempi di recupero siano strettissimi e come l'azzurro si trovi ad affrontare lo Slam sul cemento senza aver disputato alcun match di preparazione sulla superficie: "Non avendo giocato niente sul cemento, il cambio di superficie non l'ha fatto".
Secondo Puppo, anche nel caso in cui arrivasse il semaforo verde dai medici, sarebbe difficile per Sinner presentarsi al via al cento per cento della condizione, considerando che il suo allenamento pre-Slam prevede solitamente un'intensità molto elevata nella settimana precedente il torneo. L'analisi dell'esperto sottolinea come, al di là delle rassicurazioni, il dubbio sulla competitività del numero uno del mondo rimanga più che mai aperto, in attesa di un verdetto che potrebbe arrivare solo nelle prossime ore.
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