Sinner, conto alla rovescia per New York: il via libera dei medici è l'unico vero ostacolo
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Redazione Sport
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Mancano ormai dodici giorni al via degli Us Open, ultimo appuntamento stagionale con uno Slam, e Jannik Sinner non ha ancora certezze sulla sua presenza sui campi in cemento di Flushing Meadows.
Il numero uno del mondo, costretto a saltare i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati a causa di un'infiammazione ai tendini del ginocchio destro, sta vivendo le ore più delicate della sua estate tennistica: da quasi due settimane, esattamente dall'ultima uscita a Montecarlo, non impugna la racchetta con continuità, e il rientro in campo lunedì al circolo Stampa Sporting di Torino – lo stesso che a novembre ospita la preparazione dei finalisti del Masters – rappresenta solo un primo, cauto passo verso il recupero.
Le terapie e il rientro graduale
Sinner ha lasciato Torino per fare ritorno a Montecarlo, dove ha ripreso ad allenarsi sotto la guida del coach Simone Vagnozzi, dopo aver completato un ciclo di terapie mirate al ginocchio destro. Il problema, emerso nei giorni successivi al trionfo di Wimbledon, si è rivelato più complesso del previsto: non si tratta di un semplice affaticamento, ma di un'infiammazione tendinea che ha richiesto un periodo di stop prolungato e accertamenti approfonditi tra il Principato e il capoluogo piemontese.
L'azzurro, però, non ha ancora sciolto le riserve sulla sua partecipazione all'ultimo Slam della stagione, e la decisione definitiva verrà presa solo dopo aver testato le sue condizioni in allenamento nei prossimi giorni.
L'analisi di Dario Puppo
Nel corso dell'ultima puntata di TennisMania, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, il giornalista di Eurosport Dario Puppo ha offerto un quadro piuttosto cauto sulla situazione del tennista altoatesino. Secondo Puppo, l'infortunio al ginocchio di Sinner sarebbe più serio di quanto inizialmente si potesse pensare, e il dubbio che aleggia tra gli addetti ai lavori riguarda la reale possibilità che il numero uno del mondo possa presentarsi al via dello Us Open al cento per cento della forma fisica.
La trasmissione, che ha toccato diversi temi caldi del circuito maschile, tra cui il torneo di Cincinnati e il lungo elenco di infortunati illustri, ha dedicato ampio spazio alla condizione di Sinner, sottolineando come l'azzurro stia gestendo i tempi con estrema cautela, senza forzature, nella consapevolezza che forzare il rientro potrebbe compromettere non solo lo Slam newyorkese ma anche la parte finale della stagione.
Il fattore tempo e il rebus Flushing Meadows
L'attesa per l'ultimo Major dell'anno è ormai agli sgoccioli, ma il mondo del tennis resta con il fiato sospeso, in attesa di un verdetto che potrebbe cambiare gli equilibri del tabellone maschile. Sinner, che finora ha dimostrato di saper gestire con intelligenza i carichi di lavoro e le pause forzate, non intende correre rischi inutili: la sua volontà è quella di provare ancora sul campo, di testare il ginocchio in situazioni di gioco sempre più intense, prima di dissipare ogni dubbio.
L'assenza da Cincinnati – torneo che avrebbe potuto rappresentare un banco di prova prezioso – ha già ridotto al minimo il margine di preparazione sullo cemento americano, e ora il viaggio verso New York è subordinato a un ok che al momento non è ancora arrivato. L'azzurro, che a Wimbledon ha toccato l'apice della sua carriera, sa bene che Flushing Meadows è un obiettivo troppo importante per essere affrontato con riserve fisiche, e per questo sta valutando ogni variabile con la calma e la lucidità che lo contraddistinguono.
Le ripercussioni sul tabellone
Se Sinner dovesse dare forfait, lo Us Open perderebbe uno dei suoi principali protagonisti, ma al momento il suo nome resta in lista e il suo team non ha ancora comunicato alcuna defezione ufficiale. La situazione resta fluida, e il giocatore stesso ha scelto di non rilasciare dichiarazioni premature, preferendo concentrarsi sul lavoro quotidiano e sulle sensazioni che il ginocchio gli restituirà nei prossimi allenamenti.
La finestra temporale per prendere una decisione è ormai ristretta, ma non c'è fretta: Sinner vuole essere certo di poter scendere in campo senza condizionamenti, perché la sua ambizione non è solo partecipare, ma giocarsela fino in fondo contro i migliori del mondo.
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