Daniela Santanchè, il primo video dopo le dimissioni: “Da soli non si vince mai”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dalla quiete apparente di Marina di Pietrasanta, dove si era ritirata per quelle che molti hanno definito ore di riflessione forzata, Daniela Santanchè ha rotto il silenzio. È riapparsa ieri con un videomessaggio pubblicato sui suoi profili social, segnando la sua prima uscita pubblica dopo aver rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo, un passo che giovedì sera aveva formalizzato nelle mani del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale nel frattempo ha assunto l’interim del dicastero con un decreto del presidente della Repubblica firmato il 26 marzo. L’ex titolare del MiTur, che nei giorni scorsi era stata avvistata al ristorante Rossomare insieme al compagno Dimitri Kunz, ha scelto di indirizzare il suo messaggio non alla politica né ai vertici del partito, ma esclusivamente alla “squadra” di collaboratori che l’hanno affiancata in questi tre anni e mezzo di lavoro al ministero.

Nel video, girato probabilmente tra le mura della villa familiare nel parco della Versiliana – quella “casina rosa” al centro di note vicende giudiziarie legate alla proprietà – la senatrice di Fratelli d’Italia appare sorridente ma pacata, quasi a voler trasmettere un senso di ritrovata serenità lontano dai riflettori di Roma. Le sue parole, però, non hanno lasciato spazio a interpretazioni politiche o riferimenti polemici alla vicenda che ha portato alla sua uscita di scena, concentrandosi invece su un concetto quasi didascalico di appartenenza e condivisione. “Un ringraziamento sentito alla squadra del Ministero del Turismo – ha detto Santanchè – che in questi anni ha lavorato al mio fianco per valorizzare sempre più questo settore strategico della nostra nazione”. Ha voluto sottolineare con forza che il merito dei successi ottenuti “è più vostro che mio”, una frase che ha voluto suonare come un riconoscimento collettivo e, forse, come un lascito morale al personale che resta in servizio.

Il valore della squadra e l’affondo sul lavoro di gruppo

La narrazione scelta dalla politica, che ha guidato il dicastero fin dalla sua istituzione in questo esecutivo, si è sviluppata interamente attorno al tema del lavoro collettivo. Riferendosi allo staff, ha detto di volerli ringraziare “uno per uno”, citando idealmente tutte le componenti della struttura, dal segretario generale all’ufficio stampa, fino alla segreteria, per poi ribadire un concetto che sembra essere diventato il leitmotiv della sua prima reazione pubblica post-dimissioni. “È veramente una squadra fantastica – ha affermato – ognuno ci ha messo passione, volontà, determinazione. Siamo stati in questi tre anni e mezzo una squadra, perché io ritengo che da soli non si vince mai”. La frase, pronunciata con calma, ha voluto ribadire un principio di corresponsabilità che, nella visione dell’ex ministra, ha guidato l’azione amministrativa nonostante i “nostri limiti”, un’ammissione generica che non ha voluto approfondire le difficoltà incontrate durante il mandato.

La scelta di utilizzare il canale social, interrotto proprio nel momento di maggiore tensione politica che ha preceduto le dimissioni, appare come un tentativo di riappropriarsi del racconto pubblico. Santanchè ha voluto mandare un messaggio chiaro ai suoi ex collaboratori, ma inevitabilmente anche all’opinione pubblica e al partito: “Mi ricorderò di ognuna di queste persone, perché la vita è lunga e bisogna sempre ricordarsi di essere insieme, di essere una squadra”. In questo passaggio, forse il più citato dalle agenzie, si legge una volontà di proiettare la sua esperienza oltre l’incarico governativo, come a voler mantenere vivo un legame che prescinde dalle poltrone e dalle attuali difficoltà giudiziarie che l’hanno accompagnata in questi anni e che hanno costituito lo sfondo ineludibile della sua permanenza al governo.

L’addio e lo sguardo rivolto al futuro immediato

Dopo le parole di apprezzamento, il videomessaggio si è concluso con un vero e proprio incitamento allo staff che resterà in servizio sotto la guida ad interim della presidente Meloni. “Bravi, continuate a lavorare così – ha esortato – continuate a portare avanti il ministero del Turismo, perché, come abbiamo sempre detto, è importante per la crescita della nostra economia nazionale”. L’invito a proseguire lungo la strada tracciata rappresenta, di fatto, una benedizione del lavoro svolto e un tentativo di blindare l’operato passato, che l’ex ministra continua a considerare positivo nonostante l’epilogo anticipato della sua avventura esecutiva. La frase “il mio è veramente un ringraziamento che sento, perché siete stati fantastici e meravigliosi” ha chiuso l’intervento, prima che il video lasciasse spazio a un silenzio che, dalla Versilia, sembra voler precedere una nuova fase della sua carriera politica, comunque ancora in corso dato il suo seggio a Palazzo Madama.

Mentre lei si concede questo stacco nel “buen retiro” toscano, dove il compagno Dimitri Kunz l’ha raggiunta portandole rose rosse per sollevarle il morale, la macchina amministrativa del Turismo prosegue sotto la guida diretta della premier. La scelta di Santanchè di non fare alcun riferimento né al referendum costituzionale, né alle pressioni ricevute, né tantomeno ai procedimenti giudiziari che ne hanno segnato il percorso, ha reso il suo messaggio un atto politico a sé stante: un saluto affettuoso, quasi intimo, a chi ha condiviso con lei la quotidianità di un ministero considerato fondamentale per l’economia, ma anche un modo per ribadire, con una frase che suona quasi come una promessa, che il suo impegno non si esaurisce qui.

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