Sky, accordo con Warner Bros per il ritorno di 10 canali tv, cinema e app Discovery : cosa cambia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non era scontato, e per mesi gli abbonati – quelli che avevano imparato a orientarsi tra i menu di Sky Q o My Sky – avevano dovuto fare a meno di un intero blocco di canali, quelli del gruppo Warner Bros. Discovery. Da oggi, 30 aprile, lo scenario è radicalmente diverso: le due società hanno siglato un nuovo accordo pluriennale che, di fatto, riannoda una partnership storica, riportando in catalogo dieci canali lineari, l’app discovery+ e una sa selezione di film Warner Bros. destinata all’offerta cinema di Sky e Now. L’intesa, chiusa dopo trattative che nelle scorse settimane avevano alimentato non poche incertezze tra gli operatori del settore, rappresenta un rafforzamento dell’alleanza strategica tra il gruppo guidato da Comcast e la multinazionale statunitense dei contenuti.
Dieci canali tornano in chiaro (sulla piattaforma) e l’effetto sui decoder
A essere nuovamente disponibili – lo conferma la nota diffusa in mattinata – sono canali come NOVE, Discovery, Real Time, DMAX, Giallo, Food Network, HGTV, Discovery Turbo, K2 e Frisbee. Li si ritrova, senza bisogno di alcuna azione manuale da parte dell’utente, su tutti i dispositivi dell’ecosistema Sky: dal decoder Sky Q al più recente Sky Glass, passando per My Sky e Sky Stream. Un ritorno, questo, che non si limita alla trasmissione lineare: l’app discovery+, con il suo archivio di factual, lifestyle e documentari, diventa di nuovo accessibile all’interno della piattaforma, integrandosi con i menu esistenti. L’operazione, va detto, non cancella quanto già previsto dalle precedenti intese – alcune serie iconiche di HBO, ad esempio, restano saldamente nel palinsesto – ma le aggiunge un nuovo e consistente.
Film Warner Bros. nel carrello di Sky e Now: così si allarga il parco titoli
C’è poi un pezzo dell’accordo che riguarda specificamente il comparto cinematografico. Una selezione di film del catalogo Warner Bros. – non l’intero archivio, ma una scelta ampia – entra nell’offerta cinema sia di Sky sia di Now, la piattaforma streaming del gruppo. Senza entrare nel dettaglio dei singoli titoli, si tratta di una mossa che arricchisce il fondo del carrello a disposizione degli abbonati, i quali potranno accedervi senza costi aggiuntivi rispetto ai propri piani base. Per Warner Bros. Discovery, d’altro canto, l’intesa garantisce una distribuzione capillare su un bacino di utenze che in Italia resta tra i più rilevanti nel mercato pay-tv.
Un’assenza durata mesi, ora la normalizzazione del palinsesto
I dieci canali – lo si ricorderà – erano spariti dai decoder Sky da diverso tempo, e la loro assenza aveva lasciato un vuoto in fasce orarie tradizionalmente presidiate da programmi di largo consumo. L’accordo di oggi, che parte proprio dal 30 aprile, non è stato annunciato con clamore ma con una comunicazione asciutta, tipica delle operazioni commerciali tra grandi gruppi. Gli abbonati che nelle ultime settimane avevano ricevuto messaggi promozionali su possibili pacchetti alternativi ora trovano semplicemente i canali riapparsi nella guida elettronica. Nessun cambiamento nella numerazione, nessuna procedura di riattivazione: un ritorno silenzioso, ma sostanziale, che ridisegna i confini dell’offerta Sky senza bisogno di proclami.




