Che tempo che fa e gli altri programmi Discovery tornano su Sky: i dettagli dell’accordo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo mesi di distanze, silenzi e strategie divergenti che avevano lasciato gli abbonati con un’offerta parzialmente mutilata, Sky e Warner Bros. Discovery hanno infine ricucito lo strappo. L’intesa, siglata nella giornata del 30 aprile, restituisce immediatamente alla piattaforma satellitare – e alle sue declinazioni digitali come Sky Q, Stream e Glass – un nutrito pacchetto di canali e contenuti che, fino a poche ore fa, risultavano semplicemente inaccessibili per chi possiede un decoder dell’operatore di Comcast.

Dieci canali tornano in chiaro, compreso Nove

Il primo effetto concreto, e certamente il più visibile per il grande pubblico, riguarda il ritorno di dieci reti del gruppo statunitense. Parliamo di Nove, Real Time, DMax, Giallo, Food Network, HGTV, Discovery Turbo, K2 e Frisbee; a questi si aggiunge Discovery, canale omonimo della capogruppo. Tra questi, spicca naturalmente il ritorno di Nove, la casa televisiva di *Che tempo che fa*: il talk condotto da Fabio Fazio, che negli ultimi mesi era visibile solo in modalità frammentata o tramite app esterne, torna dunque regolarmente sulla piattaforma satellitare. Nessuna esclusiva né limitazione: il programma, va ricordato, rimane fruibile anche sugli altri distributori che già lo trasmettevano, ma per gli utenti Sky si tratta di un piccolo grande recupero in termini di continuità di palinsesto.

L’app discovery+ e l’ampia selezione di film Warner

Non solo televisione lineare, però, perché l’accordo – definito dalle stesse aziende come “pluriennale” e di “rafforzamento strategico” – prevede anche il ritorno dell’applicazione discovery+ all’interno dell’ecosistema Sky. In buona sostanza, gli abbonati potranno nuovamente accedere al catalogo on demand del gruppo Discovery, che include serie, documentari e programmi di factuality. A ciò si aggiunge una selezione particolarmente ricca di titoli cinematografici firmati Warner Bros., molti dei quali erano progressivamente spariti dalla library della pay-tv nei mesi di stallo. Film di successo, dunque, tornano a disposizione senza bisogno di noleggi aggiuntivi (almeno per quelli inclusi nel pacchetto base, si capisce).

Trattative durate mesi e una svolta arrivata a fine aprile

Le trattative, va detto, erano iniziate in sordina già dopo l’estate precedente, quando i primi segnali di frizione erano emersi a causa di disaccordi sulle condizioni economiche di rinnovo. Nessuna delle due parti aveva mai commentato ufficialmente i dettagli delle richieste, ma fonti vicine al settore avevano parlato di una divergenza profonda sul valore dei diritti dei canali tematici. Alla fine, la svolta è arrivata silenziosamente, senza annunci teatrali, con un comunicato congiunto diffuso nella mattina del 30 aprile. Da quel momento, i dieci canali sono riapparsi automaticamente sulle guide elettroniche dei decoder, senza necessità per l’utente di alcuna azione manuale.

Un’alleanza storica che si consolida (di nuovo)

Sky e Warner Bros. Discovery, del resto, condividono una collaborazione che affonda le radici in oltre un decennio di presenza sul mercato italiano. L’attuale intesa, più che una novità assoluta, rappresenta un ritorno alla normalità dopo una parentesi di assenza che molti osservatori avevano giudicato penalizzante per entrambi. Da un lato, Sky recupera appeal nei confronti di chi si era lamentato della scomparsa di programmi molto seguiti come *Che tempo che fa* o di reality come *Pechino Express* (in onda su Real Time). Dall’altro, Warner Bros. Discovery riconquista una vetrina di rilievo in un paese dove la pay-tv satellitare conserva ancora milioni di accessi. Nessun dettaglio è stato fornito sulla durata precisa dell’accordo, né sui corrispettivi economici, ma la soddisfazione trapela dalle poche righe del comunicato ufficiale.

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