Salvini sull'Anas: "Scelta sbagliata metterla con le ferrovie, serve autonomia"
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Redazione Economia
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«Qualche anno fa secondo me è stata una scelta sbagliata mettere l’asfalto con il ferro», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenendo alla Giornata del Cantoniere organizzata dall’Anas a Roma, un affondo che rilancia con forza il dibattito sul futuro della società che gestisce la rete stradale nazionale. Facendo un chiaro gesto di separazione con le mani, il ministro ha poi precisato la sua visione, ossia che «l’Anas ha una sua identità e deve tornare ad avere una sua autonomia», perché, a suo giudizio, «il business di Anas possa essere meglio gestito in totale autonomia». Queste parole, che rilanciano un tema periodicamente al centro della discussione politica, arrivano mentre la società guidata da Claudio Andrea Gemme sta definendo un quadro operativo e finanziario di notevole peso per l'anno in corso, delineando uno scenario in cui la questione dell'indipendenza organizzativa si intreccia con numeri industriali di grande rilievo.
I numeri del 2025: gare e aggiudicazioni in forte crescita
A tracciare il perimetro di questa crescita è stato proprio l'amministratore delegato Claudio Andrea Gemme, il quale ha fornito dati precisi sull'attività prevista, indicando l'avvio di procedure per nuove opere per una base d'appalto di 1,5 miliardi di euro. A questo si affianca, come ha sottolineato il manager, un livello di aggiudicazioni per nuovi lavori già pari a 2,9 miliardi, segnale di una pipeline di progetti sostanziosa. Il management, del resto, ha voluto richiamare anche la capacità concreta di trasformare le assegnazioni in cantieri effettivi, avendo già stipulato contratti per un valore complessivo di 3,2 miliardi, un elemento che dimostra l'intenzione di accelerare i tempi tra la fase di bando e quella operativa, snellendo così le procedure per la realizzazione delle infrastrutture.
La produzione complessiva punta a superare la soglia dei 4,5 miliardi
Il quadro delineato da Gemme proietta il 2025 come un anno record per la società, con l'obiettivo di superare i 4,5 miliardi di euro di produzione complessiva, una cifra che comprende il valore principale della produzione e altri importi che concorrono al risultato finale. Questi numeri, illustrati nel corso dell'evento romano dedicato alle maestranze tecniche, evidenziano la dimensione industriale delle attività in corso su tutto il territorio nazionale e rafforzano il peso strategico dell'azienda nel comparto delle grandi opere pubbliche, un settore cruciale per l'economia e la mobilità del paese.
Il nodo dell'autonomia nel futuro della società
La dichiarazione di Salvini, che ha voluto marcare la distinzione concettuale e gestionale tra la rete stradale e quella ferroviaria, riporta quindi in primo piano una questione di assetto proprietario e di governance che potrebbe influenzare gli sviluppi futuri dell'azienda. L'insistenza sul concetto di identità separata e di autonomia gestionale, peraltro, giunge in un momento in cui l'Anas dimostra, attraverso i dati forniti dalla sua dirigenza, una notevole capacità progettuale e operativa, alimentando il dibattito su quale sia la forma organizzativa più idonea a sostenere e potenziare ulteriormente questa dinamicità.




