Antonelli e Mercedes, un legame che parte dall’Italia mentre Imola lo attende
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Redazione Sport
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Per Andrea Kimi Antonelli, l’appuntamento di Imola non è solo il primo gran premio di casa da pilota ufficiale di Formula 1, ma anche l’occasione per ribadire il legame tra la Mercedes e l’Italia, dove il team ha radici tecniche e partner strategici. Prima di affrontare la pista, il giovane bolognese ha visitato il Centro Globale di Ricerca e Tecnologia Petronas a Santena, alle porte di Torino, tappa simbolica in un anno che segna i 15 anni di collaborazione tra il colosso malese e la scuderia di Brackley. Un sodalizio che, dal 2014 al 2021, ha dominato la categoria con sette titoli piloti e otto costruttori, grazie anche allo sviluppo congiunto di carburanti e lubrificanti ad alte prestazioni.
Antonelli, che alla vigilia del weekend ha parlato senza reticenze della scelta Mercedes – "quella giusta" – senza escludere futuri scenari ("con la Ferrari non si sa mai"), si prepara a vivere un evento speciale. A pochi chilometri da dove è cresciuto, affronterà il circuito Enzo e Dino Ferrari sotto i riflettori, dopo aver stupito a Miami con la pole nella Sprint Qualifying. La sua guida, come ha raccontato, è un mix di istinto e disciplina, con qualche rituale scaramantico che preferisce non svelare.
Sul tavolo tecnico, intanto, il pilota ha espresso una visione controcorrente riguardo alle nuove regole del 2026: "Macchine divertenti, dove la gestione dell’energia farà la differenza". Una prospettiva che contrasta con chi teme un calo dello spettacolo. Intanto, l’attenzione resta alta sul suo apprendistato in F1, mentre Imola diventa il banco di prova per misurare il suo adattamento a un calendario sempre più serrato.




