Trump minaccia Bezos: "No ai rincari per colpa dei dazi"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   New York – Quello che doveva essere un giorno di celebrazioni per i primi cento giorni alla Casa Bianca si è trasformato, per Donald Trump, in un nuovo fronte di scontro. Stavolta a finire nel mirino del tycoon è Jeff Bezos, fondatore di Amazon, con cui – nonostante i recenti incontri cordiali a Mar-a-Lago – i rapporti hanno preso una piega improvvisamente tesa. La causa? La possibilità che il colosso dell’e-commerce decida di mostrare ai clienti, accanto al prezzo dei prodotti, l’incidenza dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. Una mossa che, se confermata, sarebbe stata interpretata come una provocazione.

A scatenare la reazione del presidente è stata una notizia – ancora non verificata – riportata da Punchbowl News, secondo cui Amazon starebbe valutando di rendere trasparente l’impatto delle tariffe doganali sulle vendite. «Un atto ostile e politico», ha definito la portavoce Karoline Leavitt durante un briefing, mentre il Segretario al Tesoro Scott Bessent annuiva al suo fianco. Trump, notoriamente sensibile alle critiche sulle sue politiche commerciali, avrebbe visto nella possibile iniziativa un tentativo di mettere sotto accusa la sua guerra dei dazi, che ha già innescato tensioni con la Cina e timori di rincari per i consumatori.

Non è la prima volta che il tycoon attacca Bezos, il cui giornale, il «Washington Post», è da anni nel mirino per le inchieste scomode. Ma questa volta la posta in gioco è diversa: Amazon, pur essendo un pilastro dell’economia statunitense, rischia di diventare il simbolo degli effetti collaterali delle politiche protezionistiche. Intanto, la frattura tra i due miliardari si inserisce in un contesto già teso: poche ore prima, infatti, Bezos aveva avuto un alterco con Elon Musk, altro ospite fisso di Mar-a-Lago, sulla competizione per i satelliti internet.

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