Giacomo Passeri, 25 anni di carcere in Egitto
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Redazione Interno
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Giacomo Passeri, un giovane di 31 anni originario della Sierra Leone e residente tra Pescara e Londra, è stato condannato a 25 anni di carcere in Egitto. La sentenza, emessa il 19 agosto, ha suscitato grande preoccupazione tra i familiari e le autorità italiane.
Le accuse e la condanna
Passeri è stato arrestato il 23 agosto dell'anno scorso con l'accusa di traffico internazionale di droga. Le autorità egiziane hanno dichiarato di averlo trovato in possesso di una quantità significativa di stupefacenti, tra cui 40 ovuli di cocaina. Nonostante Passeri continui a professare la sua innocenza, la corte egiziana ha emesso una sentenza severa.
Reazioni e appelli
La notizia della condanna ha scatenato reazioni forti in Italia. Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, ha denunciato palesi violazioni dei diritti del detenuto e ha chiesto un intervento urgente del governo italiano. Anche la famiglia di Passeri ha lanciato un appello alle autorità italiane, definendo la situazione "illegale" e chiedendo il rimpatrio del giovane.
Condizioni di detenzione
Passeri è attualmente detenuto nella prigione di Badr, dove, secondo i familiari e alcune interrogazioni parlamentari, le condizioni di detenzione violano i diritti riconosciuti da qualsiasi convenzione internazionale. La famiglia continua a lottare per garantire che i diritti di Passeri siano rispettati e per ottenere il suo ritorno in Italia.
La vicenda di Giacomo Passeri mette in luce le difficoltà e le ingiustizie che possono sorgere nei casi di detenzione internazionale. La famiglia e le autorità italiane continuano a lavorare per garantire che i diritti del giovane siano rispettati e per ottenere il suo rimpatrio.




