Milan, Amorim e la sconfitta con il Chelsea: "Rosa ampia, la settimana delle scelte"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta indonesiana del Milan si chiude con un passivo di tre reti e più di qualche interrogativo. La penultima amichevole pre-stagionale, disputata a Giacarta contro il Chelsea, ha regalato pochi sorrisi ai tifosi rossoneri, con i Blues che si sono imposti con un secco 3-0 grazie alla doppietta di Joao Pedro e al gran gol realizzato da Moisés Caicedo. Un risultato che, al di là del valore meramente statistico di un test estivo, offre spunti di riflessione piuttosto significativi per l'allenatore portoghese, alle prese con una rosa che definire ampia è quasi un eufemismo.

Le parole di Amorim e il tour asiatico

Al termine della gara, Ruben Amorim ha analizzato la prestazione dei suoi giocatori ai microfoni di Sky Sport, senza cercare alibi ma anche senza lasciarsi andare a facili allarmismi. Il tecnico, subentrato da poche settimane sulla panchina del club di Via Aldo Rossi, ha confermato le difficoltà incontrate sul campo e ha ribadito un concetto che era già nell'aria: sta per arrivare la settimana delle decisioni. "Sapevamo che avremmo potuto soffrire un po' – ha spiegato Amorim – ma queste sono le sfide che vogliamo proporre ai nostri calciatori.

Questo è il calcio che abbiamo in mente, sanno come difendere di squadra, giocare uno contro uno e pressare alto".

Il paradosso della rosa: troppi giocatori, poche certezze

La sconfitta di Giacarta, per quanto dolorosa nel punteggio, rappresenta dunque il termometro di una situazione che il club rossonero sta cercando di gestire sul doppio fronte del mercato e della preparazione atletica. Il paradosso è evidente: la rosa a disposizione di Amorim è al momento troppo numerosa e al tempo stesso, per certi versi, ancora lacunosa. Tradotto in termini pratici, i prossimi giorni saranno cruciali per definire le gerarchie e, soprattutto, per stabilire chi farà parte del progetto tecnico per la stagione che sta per iniziare e chi, invece, verrà tagliato.

Le enormi difficoltà incontrate dalla dirigenza nel piazzare gli esuberi rischiano di complicare i piani dell'allenatore, che ha bisogno di un gruppo ristretto e coeso su cui lavorare quotidianamente. Se si dovesse giudicare sulla base della sola partita con il Chelsea, il numero dei calciatori sicuri di restare a Milanello si ridurrebbe drasticamente, ma per fortuna di Amorim e della società, le valutazioni tengono conto di un quadro più ampio.

I segnali del derby cancellati dalla prestazione contro i Blues

A quindici giorni dall'inizio del campionato, il Milan di Ruben Amorim non ha ancora una fisionomia ben definita. I segnali positivi emersi nel derby vinto contro l'Inter sembrano ormai un ricordo lontano, quasi completamente cancellati dalla prova opaca e poco confortante offerta contro il Chelsea. In attacco, la manovra è apparsa spesso frammentata e prevedibile, mentre in fase di non possesso la squadra ha concesso spazi che una formazione di livello europeo non ha certo faticato a sfruttare.

I tre gol incassati, arrivati in momenti diversi della partita, hanno messo in luce le attuali lacune in termini di intensità e concentrazione, aspetti su cui il tecnico portoghese dovrà lavorare intensamente nelle prossime sedute di allenamento. Il viaggio di ritorno dall'Indonesia sarà lungo e ricco di interrogativi, con la mente già proiettata agli impegni che attendono la squadra al rientro in Italia.

La settimana delle scelte per definire il progetto tecnico

Il ko di Giacarta non preoccupa eccessivamente Amorim, che in qualche modo lo aveva già messo in conto, ma rende ancora più determinante la settimana che sta per aprirsi. Saranno i giorni in cui l'allenatore portoghese si confronterà con la società per concordare i nomi degli uomini su cui contare davvero per la stagione. La "settimana delle scelte", come l'ha definita lui stesso, sarà fondamentale per limare la rosa e dare un'impronta definitiva alla squadra.

Il tecnico dovrà valutare con attenzione i rientri dagli infortuni e le condizioni fisiche di chi ha avuto meno minutaggio in questa prima fase della preparazione. L'obiettivo è arrivare al via del campionato con un gruppo ristretto, motivato e perfettamente a conoscenza dei meccanismi di gioco richiesti. La sconfitta con il Chelsea, se da un lato ha acceso un campanello d'allarme, dall'altro ha offerto alla dirigenza e allo staff tecnico un'occasione per accelerare un processo di selezione che, in fondo, era già stato pianificato.

Ora la parola passa al campo e alle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni, con la speranza che il Milan possa tornare a essere quella squadra competitiva vista a sprazzi nel corso dell'estate.

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