Milan, Amorim e la rosa troppo ampia: tra pagelle e mercato, settimana di scelte decisive
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Redazione Sport
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La tournée indonesiana del Milan si chiude con un ko netto, 3-0 contro il Chelsea, ma Ruben Amorim, al termine della gara disputata al “Gelora Bung Karno” di Giacarta, non cambia di una virgola il giudizio sul lavoro svolto in queste prime settimane di preparazione. Anzi, proprio nella sconfitta contro i Blues – maturata con tre reti che hanno messo in luce le consuete difficoltà di inizio stagione – il tecnico portoghese trova lo spunto per ribadire un concetto che ormai è diventato il leitmotiv di questa fase estiva: la rosa è ampia, forse fin troppo, e sarà necessario operare dei tagli.
"Abbiamo una rosa ampia, dobbiamo scegliere alcuni giocatori, decideremo in settimana", ha dichiarato Amorim ai microfoni di Sky, spegnendo sul nascere qualsiasi richiesta di nuovi innesti e ribadendo che, anche dopo una sconfitta, non sarà lui a bussare alla porta della dirigenza per chiedere altri calciatori. Una presa di posizione chiara, che però non basta a nascondere i paradossi di un club che si trova a dover gestire un organico troppo numeroso e, al contempo, ancora lacunoso in alcuni reparti fondamentali.
Una sconfitta che non cambia il giudizio, ma che accende i riflettori
Il 3-0 incassato contro il Chelsea, per quanto possa apparire pesante sulle pagelle dei singoli e sul morale dei tifosi, non ha scalfito la fiducia di Amorim nel percorso intrapreso. Il tecnico, che ha ruotato ampiamente la formazione per testare soluzioni e dare minutaggio a tutti gli elementi a disposizione, ha parlato di "settimane positive" e di un lavoro che procede secondo le sue indicazioni, nonostante il risultato finale racconti una storia diversa.
È vero, si tratta di calcio d’agosto e le condizioni atletiche delle due squadre non sono paragonabili, così come l’intensità messa in campo appare quella tipica delle amichevoli estive. Tuttavia, a quindici giorni dall’esordio in campionato contro il Torino di Ignazio Abate – un ex che conosce bene l’ambiente – quanto visto in Indonesia non può certo far sorridere né il proprietario Gerry Cardinale, né i tifosi che attendono segnali più confortanti.
Le difficoltà nell’impostazione del gioco, le distanze tra i reparti e alcune amnesie difensive hanno riproposto gli stessi fantasmi che hanno afflitto il Milan nelle ultime stagioni, sollevando interrogativi che vanno ben oltre il mero punteggio.
Il paradosso della rosa: troppi giocatori e ancora buchi da tappare
Amorim ha parlato di "decisioni" che verranno prese nel corso della settimana, traducendo in parole semplici un concetto che sulla carta è complesso: alcuni calciatori dovranno lasciare Milanello perché il gruppo è diventato ingombrante. Eppure, proprio la partita di Giacarta ha evidenziato come, se si dovesse giudicare esclusivamente sulla base di questa prestazione, i giocatori sicuri di rimanere a disposizione non raggiungerebbero le dita di due mani.
Un paradosso che illustra perfettamente le enormi difficoltà incontrate dal club rossonero nel piazzare sul mercato chi, almeno per questa stagione, non viene ritenuto parte del progetto tecnico. Da un lato, c’è la necessità di sfoltire per alleggerire il monte ingaggi e trovare spazio per eventuali movimenti in entrata; dall’altro, la consapevolezza che alcuni ruoli – come quello del centravanti di riserva o del difensore centrale aggiuntivo – restano scoperti.
Amorim, però, non si nasconde dietro a scuse e non usa la sconfitta come alibi per chiedere rinforzi: "Sono felice della squadra, non sarò qui dopo una sconfitta a chiedere altri giocatori", ha ribadito, chiudendo di fatto la porta a eventuali colpi di coda del mercato estivo che possano essere giustificati dall’emergenza.
La settimana delle decisioni e il countdown per il Torino
Sta dunque per arrivare la settimana delle scelte, quella in cui Amorim dovrà mettere nero su bianco le sue gerarchie e comunicare alla dirigenza quali elementi possono fare parte del gruppo che affronterà la prima parte di stagione. Il tecnico portoghese, che ha dimostrato di non temere le decisioni impopolari, dovrà valutare con attenzione chi potrà dare un contributo concreto e chi, invece, rappresenta un ingombro inutile in una rosa che – per sua stessa ammissione – è ampia ma non per questo completa.
L’esordio in campionato è fissato per il 23 agosto sul campo del Torino, e a seguire arriverà subito il primo big match della stagione: alla terza giornata, infatti, è già in programma il derby d’Italia contro la Juventus. Un calendario che non lascia spazio a esperimenti o a lunghe riflessioni, e che impone al Milan di presentarsi al via con un assetto chiaro e collaudato.
La partita contro il Chelsea, al di là del risultato, ha fornito ad Amorim gli ultimi riscontri pratici per operare le sue scelte, e proprio in questo scorcio di agosto – quando il caldo di Giacarta sembra ormai un ricordo lontano – si gioca una fetta importante della stagione rossonera. Le decisioni che verranno prese nei prossimi giorni, dunque, non riguarderanno soltanto i nomi dei partenti, ma disegneranno anche l’identità di un Milan che, tra ampiezze e lacune, cerca ancora la sua strada.
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