Le FIAT sono troppo care, ammette il ceo François: arriva la svolta low cost con tagli e nuovi modelli
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Redazione Economia
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"Le FIAT sono troppo care", ha dichiarato senza mezzi termini il numero uno del marchio, Olivier François, nel corso del Brussels Motor Show del 2026, confermando quanto anticipato da Emanuele Cappellano. L'ammissione, che suona come una presa d'atto di una deriva percettiva durata anni, arriva in un momento di crisi profonda per la casa automobilistica, la quale, dopo aver registrato crolli verticali nelle vendite in tutta Europa, annuncia ora una radicale revisione della propria strategia commerciale. Il piano, del resto, non ammette ulteriori tentennamenti, poiché i dati del 2025 – con cali del 36% in Germania, del 55% in Francia, del 41% in Spagna e del 22% nel Regno Unito – disegnano una mappa di sofferenza che impone un cambiamento di rotta immediato e strutturale.
Una strategia che punta al cuore del mercato
Il fulcro di questo riposizionamento, come spiegato dallo stesso amministratore delegato, consisterà in una duplice azione: da un lato, verranno applicati tagli di prezzo significativi e permanenti su alcuni modelli già in listino; dall'altro, si prepara il lancio globale, previsto per la seconda parte del 2026, di una gamma completamente nuova di vetture compatte, pensate per riportare il marchio nel segmento più accessibile. Una mossa che segna un ritorno alle origini, dopo un periodo in cui l'elettrificazione, unita a politiche di prezzo poco aggressive, aveva allontanato Fiat da quel ruolo di produttrice di "auto per tutti" che ne aveva caratterizzato la storia e il successo.
Le prime mosse concrete sul mercato
Alcuni segnali di questa inversione di marcia, del resto, sono già visibili e precedono le dichiarazioni ufficiali. La casa ha infatti già reintrodotto la 500 con motore ibrido, andando ad affiancare – e a offrire un'alternativa più economica – alla versione completamente elettrica, che per lungo tempo era rimasta l'unica ordinabile. Parallelamente, è tornata disponibile la Panda con motore termico a benzina e cambio manuale, una scelta che mira espressamente a contenere i costi. Si tratta di interventi mirati, i quali, pur non risolvendo da soli la crisi, indicano una precisa direzione di viaggio: abbassare la soglia d'ingresso per riconquistare quella fetta di clientela che si era gradualmente allontanata, percependo i listini come eccessivamente onerosi.
La sfida della nuova Panda e il ritorno all'accessibilità
L'obiettivo dichiarato, dunque, è chiaro e ambizioso: tornare a essere un marchio accessibile. In questo contesto, un simbolo potente di questa nuova fase sarà l'attesa "Giga Panda", il cui prezzo, stando alle parole di François, dovrebbe partire da meno di 15.000 euro. Una cifra che, se confermata, rappresenterebbe un forte segnale di discontinuità con il recente passato e un tentativo concreto di agganciare la domanda più sensibile al fattore economico. Il percorso di Fiat, insomma, sembra voler ripartire proprio da quel legame con la mobilità popolare che per decenni ne aveva costituito il tratto distintivo, cercando di sanare quello che lo stesso vertice aziendale definisce un "paradosso": aver perso di vista l'essenza della propria proposta di valore.




