Scandicci sfida l’Eczacibasi in semifinale di Champions, mentre Conegliano dice addio alla coppa dopo una rimonta che brucia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda semifinale della Final Four di Champions League femminile 2026, in programma tra la Savino Del Bene Scandicci e l’Eczacibasi Istanbul, si presenta come un banco di prova gigantesco per le toscane, chiamate a compiere l’impresa contro una delle corazzate turche. Nel frattempo, la serata di Conegliano – e con essa l’intera vigilia di questa sfida – è stata segnata da un’eliminazione tanto rocambolesca quanto dolorosa: le Pantere, campionesse d’Italia in carica, hanno ceduto il passo al Vakifbank Istanbul al termine di una maratona che ha lasciato più di un rimpianto. Già, perché l’addio alla possibilità di difendere il titolo europeo per club è arrivato al tie-break (22-25, 18-25, 29-27, 25-23, 15-11) in una gara che sembrava ormai in cassaforte dopo un avvio perfetto.

La rimonta che fa male: da 0-2 a una festa turca

Sulla Ulker Sports Arena, gremita da ottomiladuecento spettatori, la Antonio Carraro Prosecco DOC Conegliano aveva letteralmente spazzato via i primi due set, giocando con una fluidità che faceva presagire una finale tutt’altra storia. Coach Santarelli, privo dell’infortunata Cristina Chirichella, si era affidato al consueto scafato sestetto: Wolosz in regia, Haak opposta, Gabi e Zhu in banda, Fahr e Lubian al centro, con De Gennaro libero. Eppure, il Vakifbank di Giovanni Guidetti – lo stesso che conosce alla perfezione i meccanismi del volley italiano – non ha mai smesso di crederci. Annullando uno svantaggio che per chiunque altro sarebbe parso insormontabile, le turche hanno prima accorciato le distanze nel terzo parziale (29-27), poi strappato il quarto (25-23) e infine dominato il tie-break (15-11). Una rimonta, quest’ultima, che ha di fatto consegnato all’altra squadra di Istanbul il pass per l’atto conclusivo della manifestazione.

La beffa nel dettaglio e il peso di un’occasione sfumata

A guardare i numeri, viene da pensare a quanto sia sottile il confine tra l’esaltazione e la delusione: le Pantere avevano accarezzato la finale con le dita, ma si sono viste sfuggire la terza coppa europea consecutiva – un trofeo che avrebbe impreziosito ulteriormente un ciclo già leggendario. Non è mancata la reazione d’orgoglio nel quarto set, quando Conegliano ha provato a chiudere i conti, ma la gestione dei momenti decisivi ha premiato la maggiore freddezza delle padrone di casa. La beffa, per usare un termine che rende l’idea, è diventata ancora più amara se si considera che il Vakifbank ha ribaltato l’inerzia senza mai apparire superiore dal punto di vista tecnico, bensì più lucida nei frangenti caldi.

Scandicci davanti alla storia: l’Eczacibasi come ultimo ostacolo

Proprio in questo clima di rivalsa mancata per Conegliano, la Savino Del Bene Scandicci scende in campo consapevole che una vittoria contro l’Eczacibasi varrebbe doppiamente: non solo per centrare una finale europea che nessuno si aspettava alla vigilia, ma anche per tenere alto il nome del volley italiano dopo l’uscita di scena della corazzata veneta. Le toscane, trascinate dal fattore campo e da un pubblico caldissimo, sanno di dover mettere in campo una solidità mentale forse superiore a quella mostrata finora in questa edizione del torneo. Di fronte troveranno un team pieno di stelle, abituato a giocare le partite che contano e reduci da un percorso netto nella fase a gironi. L’impresa, insomma, è ardua ma non impossibile: il volley femminile ci ha insegnato che le gerarchie scritte sulla carta contano fino al primo pallone che viene alzato in aria.

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