Eni aumenta il payout e annuncia buyback da 1,5 miliardi entro il 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Eni, il gigante energetico italiano, ha delineato un nuovo piano strategico per il periodo 2025-2028, confermando investimenti annuali pari a 7 miliardi di euro, al netto delle operazioni di portafoglio. Nonostante l’inflazione e l’apprezzamento del dollaro, che hanno influito sui costi, il gruppo mantiene una linea di continuità rispetto allo scorso anno, con un impegno finanziario che riflette la sua capacità di adattamento in un contesto economico complesso. Per il 2025, gli investimenti organici sono stimati in meno di 9 miliardi, mentre quelli netti, escludendo il portafoglio, si attestano tra i 6,5 e i 7 miliardi.

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha sottolineato i “progressi strategici eccellenti” raggiunti dal gruppo, nonostante un calo dell’utile netto rettificato, sceso del 37% su base annua a 5,26 miliardi di euro. L’Ebitda rettificato proforma, invece, si è fermato a 14,3 miliardi, registrando un -20% rispetto al 2023. Nonostante questi numeri in flessione, Descalzi ha ribadito l’impegno verso una remunerazione sempre più attrattiva per gli azionisti, con oltre 5 miliardi di euro destinati alle cedole, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente.

Tra le novità più rilevanti, Eni ha annunciato un buyback da 1,5 miliardi di euro previsto per il 2025, segnando un ulteriore passo verso il rafforzamento della sua posizione finanziaria. Il leverage, infatti, si mantiene a livelli storicamente bassi, confermando la solidità del bilancio. La produzione di idrocarburi, intanto, è cresciuta del 3%, grazie all’avvio di nuovi progetti organici e all’integrazione di Neptune, acquisizione che ha contribuito a consolidare il portafoglio operativo del gruppo.

Sul fronte internazionale, Eni ha siglato un Memorandum of understanding con la compagnia indonesiana Petronas, puntando a espandere la propria presenza nel mercato del gas naturale liquefatto (GNL) nel sud-est asiatico. Questo accordo rappresenta un tassello importante nella strategia di diversificazione geografica e di rafforzamento delle attività core del gruppo, che continua a puntare su tecnologie avanzate e catene del valore integrate per garantire crescita e rendimenti sostenibili.

Nonostante l’avvio in calo a Piazza Affari, dove il titolo Eni ha risentito della diffusione dei risultati 2024, Descalzi ha ribadito la resilienza del gruppo, definendo il 2024 un anno di “eccellenza” in termini di crescita e creazione di valore. “La nostra posizione di leadership nell’industria – ha dichiarato – è frutto di un portafoglio competitivo e di una gestione finanziaria coerente, che ci permette di affrontare le sfide emergenti e cogliere le opportunità future”.

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