Eni e Antitrust: maxi multa da 936 milioni per cartello nei biocarburanti. Eni annuncia ricorso.

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È scontro aperto tra Eni e l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha inflitto alla compagnia una sanzione da 336 milioni di euro per un presunto cartello sui biocarburanti. Eni ha definito la decisione "incomprensibile e infondata", annunciando il ricorso. La multa complessiva per Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil raggiunge i 936 milioni, la più alta mai comminata dall'Agcm per un'intesa anticoncorrenziale.

L'accusa di cartello sui prezzi dei biocarburanti

L'Antitrust, partendo da una segnalazione di un whistleblower, accusa le principali compagnie petrolifere di essersi coordinate per determinare in maniera concertata il valore della componente bio nel prezzo finale dei carburanti. Questa intesa avrebbe manipolato le regole di mercato, creando un cartello illecito. Secondo l'Autorità, solo Iplom e Repsol sono estranee alla responsabilità.

Il meccanismo sottile dell'intesa

La dinamica dell'accordo, come ricostruita dall'Agcm, si sarebbe avvantaggiata della diffusione di informazioni attraverso la stampa specializzata. Questi canali avrebbero involontariamente facilitato un allineamento implicito delle strategie di prezzo, senza necessità di contatti diretti. Un metodo più sottile e difficile da individuare rispetto ai cartelli tradizionali, ma ugualmente sanzionabile.

La reazione delle società e il futuro scontro legale

Eni e le altre società colpite dalla maxi-multa hanno già preannunciato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. Si prepara quindi un lungo e tecnico confronto giudiziario. La posta in gioco è altissima, non solo per l'entità della multa, ma per il principio stesso relativo alla formazione dei prezzi nel cruciale settore energetico. L'esito dello scontro è atteso con grande interesse.

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