Equalize, maxi richiesta di rinvio a giudizio per 74 persone. Tra gli indagati Pazzali, Calamucci e il direttore Affari legali Eni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Settantaquattro persone che rischiano un processo e 832 presunte vittime. Sono i numeri della nuova richiesta di rinvio a giudizio depositata dalla Procura di Milano nell'ambito del secondo filone dell'inchiesta Equalize, l'agenzia investigativa con sede a pochi passi dal Duomo finita al centro di un vasto caso sui presunti dossieraggi illegali e sugli accessi abusivi alle banche dati delle forze dell'ordine.
Dopo la chiusura delle indagini, avvenuta lo scorso aprile, i pubblici ministeri hanno quindi formalizzato la loro richiesta, che andrà a sommarsi alla prima tranche del procedimento già avviata nei mesi scorsi.
Le ipotesi di reato e il presunto sistema di spionaggio
Le contestazioni mosse dalla Procura, coordinate dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi e dal procuratore Marcello Viola, con il supporto del Ros dei carabinieri e della Direzione Nazionale Antimafia, sono di notevole gravità. Le ipotesi di reato, a vario titolo, includono l'accesso abusivo a sistemi informatici, le intercettazioni illegali e la corruzione per ottenere informazioni riservate.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Equalize avrebbe creato un vero e proprio mercato parallelo di informazioni, alimentato da accessi illeciti a banche dati sensibili e da un continuo scambio di report riservati tra una "molteplicità di società" operanti in tutta Italia. Un sistema, insomma, che funzionava con richieste "a manetta" di dossier illegali da parte dei clienti dell'agenzia, con l'obiettivo di commercializzare informazioni acquisite in modo illecito per finalità di profitto.
I nomi degli imputati e il caso delle vittime illustri
Tra i 74 imputati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio figurano alcuni nomi di spicco del panorama imprenditoriale e sportivo italiano. In primo luogo Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare di Equalize, indicato dai magistrati come il presunto "capo" dell'associazione per delinquere. Insieme a lui, l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, con un passato giovanile tra gli hacker di Anonymous, descritto come il consulente che riusciva ad arrivare alle banche dati istituzionali per ottenere dati sensibili.
La richiesta di processo coinvolge però anche i presunti "clienti" dell'agenzia, come Stefano Speroni, direttore degli Affari legali di Eni, il banchiere Matteo Arpe e Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo. Non manca Leonardo Maria Del Vecchio, uno degli eredi della fortuna Luxottica, finito nel mirino per tre episodi di accesso abusivo a sistemi informatici. Dalla prima tranche dell'inchiesta era emerso anche il ruolo dell'ex superpoliziotto Carmine Gallo, amministratore delegato di Equalize, morto nel marzo del 2025 mentre si trovava agli arresti domiciliari.
Dall'altro lato, l'elenco delle persone offese è impressionante per numero e qualità: 832 le presunte vittime di spionaggio, tra cui personaggi noti come il campione olimpico Marcell Jacobs, l'attore Ricky Tognazzi, la giornalista Selvaggia Lucarelli, il cantautore Alex Britti e l'architetto Stefano Boeri.
I casi specifici e le prossime tappe giudiziarie
Tra i casi più eclatanti emersi dalle indagini, spicca il presunto spionaggio ai danni di Marcell Jacobs, che secondo l'accusa sarebbe stato commissionato da Giacomo Tortu, con un pagamento di 10mila euro in contanti attraverso un intermediario, per avere informazioni relative a un presunto reato di doping. Un altro filone riguarda gli accertamenti che sarebbero stati richiesti dal responsabile degli Affari legali di Eni, Stefano Speroni, e da altri manager di grandi aziende come Heineken e Barilla.
Nel frattempo, sei degli originari 81 indagati hanno raggiunto accordi con i pm per chiedere il patteggiamento, tra cui l'ex socio di minoranza di Equalize, Pierfrancesco Barletta. La posizione del generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù è stata invece stralciata e trasmessa alla Procura di Roma per competenza territoriale. La nuova maxi-richiesta di rinvio a giudizio, che si affianca alla precedente per 13 persone, sarà ora valutata da un giudice per l'udienza preliminare, il cui inizio è previsto per il mese di ottobre.




