Papa Leone XIV ad Abu Mazen: "Fermare le violenze e garantire gli aiuti a Gaza"
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Redazione Esteri
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La protezione dei civili, il rifiuto di trasferimenti forzati e l’accesso immediato agli aiuti umanitari sono stati al centro della telefonata tra papa Leone XIV e Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese. Il Pontefice, che nei giorni scorsi aveva già condannato l’attacco israeliano alla parrocchia cattolica di Gaza, ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale, sottolineando come la situazione nella Striscia stia raggiungendo livelli di crisi insostenibili.
Durante il colloquio, Leone XIV ha espresso particolare preoccupazione per le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania, dove anche le piccole comunità cristiane sono state prese di mira. Un tema, questo, che si lega alla condanna più ampia delle operazioni militari a Gaza, culminate nel bombardamento della chiesa locale, unico luogo di culto cattolico nell’area. La Santa Sede ha definito l’episodio «un atto di arroganza inaccettabile», rivelando un crescente disappunto verso il governo di Benjamin Netanyahu, accusato di alimentare una spirale di violenza «suprematista e sostanzialmente razzista».
Non è mancato un riferimento all’Intesa del 2015 tra Vaticano e Palestina, che regolamenta le attività della Chiesa cattolica nei territori palestinesi. Un accordo storico, firmato all’epoca da Giovanni Paolo II, che oggi assume un valore simbolico ancora più forte alla luce delle recenti escalation. Intanto, Alistair Dutton, segretario generale di Caritas Internationalis, ha fatto eco alle parole del Papa, parlando di sofferenza condivisa: «Quando una parte del corpo soffre, tutto il corpo soffre», ha detto, citando san Paolo




