Meloni ad Abu Mazen: Italia in prima linea per Gaza, sulle due vie statali dialogo aperto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, in un colloquio che ha toccato i nodi cruciali della stabilizzazione mediorientale, a partire dall’implementazione del piano di pace promosso dall’amministrazione Trump. I due leader, confrontandosi sugli sviluppi più recenti, hanno concordato sulla necessità di consolidare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, un obiettivo che passa, secondo quanto riferito da una nota di Palazzo Chigi, attraverso la piena attuazione della roadmap statunitense. Meloni, da parte sua, ha ribadito con determinazione la volontà italiana di assumere un ruolo di primo piano non solo nelle delicate fasi di pacificazione, ma anche nel complesso processo di ricostruzione dell’enclave palestinese, ricevendo per questo il pieno sostegno del leader palestinese.

La sollecitazione di Abbas al riconoscimento

La visita ufficiale di Abu Mazen, il quale è stato anche ospite della convention Atreju, si è distinta per toni improntati alla ricerca di un dialogo costruttivo, seppur non privo di puntuali sollecitazioni. Intervenendo pubblicamente, il presidente dell’Anp ha espresso l’auspicio che l’Italia, seguendo una traiettoria ormai battuta da numerosi Paesi, possa procedere verso il formale riconoscimento dello Stato palestinese, una mossa che, a suo dire, rafforzerebbe il principio negoziale dei due stati per due popoli e il concetto stesso di uguaglianza, contribuendo a marginalizzare il ricorso alla forza. Una richiesta, la sua, che giunge in un momento di ridefinizione degli equilibri diplomatici e che rimane sul tavolo del governo italiano, il quale non ha fornito al riguardo dichiarazioni ufficiali immediate.

Il progetto di stato e gli impegni dichiarati

Nel delineare la propria visione, Abbas ha poi precisato di voler costruire uno Stato fondato sul primato della legge, dove le armi siano nelle sole mani delle istituzioni legittime, affermando così un modello di monopolio della forza che rifiuta esplicitamente le milizie non statali. Ha quindi ringraziato l’Italia per il sostegno offerto, auspicando un incremento degli scambi commerciali e degli investimenti reciproci, e ha confermato l’intenzione di favorire un processo elettorale completo, sia per il parlamento che per la presidenza. Gli ha fatto eco, infine, un inusuale ma significativo augurio di Buon Natale rivolto alla platea e al Paese ospitante, un gesto che ha sottolineato il tono complessivamente positivo dell’incontro.

La road map americana come quadro di riferimento

Il fulcro delle discussioni bilaterali è rimasto tuttavia incentrato sul piano di pace del presidente Trump, presentato come il quadro di riferimento imprescindibile per qualsiasi progresso concreto. L’accento posto da entrambe le parti sulla sua “piena attuazione” segnala, al di là delle diverse posizioni su altri temi, un comune riconoscimento della sua centralità nell’attuale fase. L’impegno italiano a svolgere un ruolo attivo nella stabilizzazione e nella ricostruzione di Gaza si colloca proprio all’interno di questo percorso, che mira a tradurre la tregua in una pace duratura, sebbene i dettagli operativi e le tempistiche restino ancora da definire nei prossimi contatti diplomatici.

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