Abu Mazen a Roma, oggi gli incontri con Mattarella e Meloni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Prosegue nella capitale la visita del presidente palestinese Mahmoud Abbas, noto come Abu Mazen, il quale, dopo l'udienza di ieri in Vaticano, affronta oggi un fitto calendario di incontri istituzionali. La sua agenda prevede, infatti, un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, previsto per le 12.30 al Quirinale, seguito da un faccia a faccia nel pomeriggio a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni. Questi appuntamenti, che si collocano in un momento di grande tensione internazionale, segnano un passaggio significativo nel dialogo diplomatico.

Il colloquio con il Pontefice

L’incontro di ieri con Papa Leone XIV ha costituito un momento di forte consonanza sui temi della pace e della stabilizzazione. Il Pontefice, ricevendo Abu Mazen – definito nel comunicato vaticano “presidente dello Stato di Palestina”, una formula che ricorda il riconoscimento dello Stato avvenuto una decade fa – ha ribadito con fermezza la necessità di un “immediato e definitivo cessate il fuoco” tanto a Gaza quanto in Cisgiordania. La Santa Sede, la cui posizione è da tempo orientata a “perseguire la prospettiva della soluzione a due Stati”, ha così trovato un interlocutore attento, con il quale condividere l’impegno a “consolidare il cessate il fuoco e costruire una pace duratura”, come ha sottolineato lo stesso presidente palestinese in una dichiarazione.

Le parole di Abu Mazen

In un’intervista concessa nel corso della sua permanenza romana, Abu Mazen ha espresso posizioni nette, affermando che “disarmare Hamas serve ai palestinesi” e sollecitando, al contempo, che “Israele abbandoni l’apartheid”. Dichiarazioni queste che, se da un lato sembrano aprire a una riflessione interna, dall’altro pongono l’accento su quelle che vengono percepite come criticità profonde nell’attuale gestione del conflitto. Le sue parole, che giungono a trent’anni dall’assassinio di Yitzhak Rabin e a due dalla guerra più lunga nella Striscia di Gaza, disegnano un quadro complesso, dove la ricerca di una soluzione politica appare l’unica strada percorribile.

La posizione del governo italiano

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, nell’imminenza dell’incontro con il leader palestinese, ha fatto trapelare alcuni elementi cardine della propria linea d’azione. Si registra, in primo luogo, il “pieno sostegno all’azione dei mediatori” per giungere a una cessazione delle ostilità. L’Italia, inoltre, si è impegnata “a lavorare a una soluzione politica duratura basata sulla prospettiva dei due Stati”, un framework che prevede la coesistenza pacifica e sicura di Israele e Palestina. Non secondario, infine, è l’obiettivo di “svolgere un ruolo di primo piano nella stabilizzazione e nella ricostruzione” di Gaza, un’intenzione che delinea un coinvolgimento attivo e concreto nel post-conflitto, nella speranza di veder presto riconosciuto lo Stato palestinese in un contesto di pace generalizzata.

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