Abu Mazen a Roma, il ringraziamento a Meloni e l'appello per la soluzione a due Stati
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Redazione Interno
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In una giornata politicamente densa, segnata da un protocollo formale a Palazzo Chigi e da un discorso in un'arena politica nazionale, il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha ribadito, dalla platea di Atreju, la ricerca di una "pace giusta e globale" fondata sulla soluzione dei due Stati, esprimendo al contempo gratitudine per il sostegno italiano. La sua presenza alla kermesse di Fratelli d'Italia, presentata sul palco dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che gli sedeva accanto in prima fila, è stata il culmine di una visita il cui significato, come hanno sottolineato diversi osservatori, travalica il mero cortese scambio diplomatico per assumere i contorni di un preciso posizionamento. La sala, stipata di persone, ha ospitato l'intervento sotto un rigoroso dispiegamento di sicurezza, mentre nello spazio riservato alle autorità si notavano, accanto alla premier, diverse figure di vertice del partito organizzatore.
Una presenza per "fare giustizia"
La scelta di invitare il leader palestinese in un contesto partitico è stata interpretata dalla stessa Meloni come una risposta netta alle critiche rivolte alla linea del suo governo sulla questione mediorientale. Salendo sul palco prima dell'ospite, la presidente del Consiglio ha infatti affermato, senza mezzi termini, che l'evento "fa anche giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano in questi due anni", spronando i partecipanti a riservare un caloroso benvenuto ad Abu Mazen. Una dichiarazione che, oltre a ribadire l'appoggio all'Anp, mirava a dissipare quelle letture che hanno talvolta dipinto l'esecutivo come unilateralmente schierato.
L'alternativa politica ad Hamas
La valenza strategica dell'invito è stata colta e sottolineata anche da personalità esterne allo schieramento di governo, come l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale ha voluto essere presente all'incontro. Fini, che in passato ebbe modo di incontrare Abu Mazen, ha ricordato come la sua leadership e quella dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina rappresentino da decenni "l'unica alternativa ad Hamas", in un momento storico in cui, dopo gli eventi dell'ottobre dello scorso anno, la ricerca di un interlocutore moderato diventa ancor più cruciale. Un concetto, questo, che sembra risuonare con la necessità, avvertita da più parti, di sostenere una prospettiva politica in una regione lacerata.
Il colloquio a Palazzo Chigi
La tappa alla festa di Fratelli d'Italia è stata preceduta da un incontro istituzionale nella sede del governo, dove i due leader si sono salutati cordialmente, secondo le consuete formalità di rito che prevedono anche il passaggio in rivista al reparto d'onore. Il colloquio privato tra la premier e Abu Mazen, della durata di circa mezz'ora, ha probabilmente costituito il momento centrale del confronto bilaterale, preparando il terreno per le dichiarazioni pubbliche successive. Se i dettagli delle discussioni non sono stati resi noti, il messaggio lanciato pubblicamente è apparso chiaro nel suo duplice intento: riconoscere il ruolo dell'Anp e, al contempo, marcare la distanza da altre organizzazioni operanti nella striscia di Gaza.




