Sinner e il rebus Us Open: il ginocchio tiene banco mentre Musetti avanza a Cincinnati
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Redazione Sport
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A dieci giorni dall'inizio degli Us Open, il torneo che chiude la stagione del Grande Slam, il nome di Jannik Sinner continua a essere avvolto da un fitto alone di incertezza. Il numero uno del mondo, fermo ai box dalla vittoria di Wimbledon, non ha ancora ricevuto il via libera definitivo dai medici per scendere in campo sui duri di Flushing Meadows, e il rebus sulla sua partecipazione all'ultimo major stagionale si infittisce di ora in ora.
Mentre il circuito nordamericano prosegue il suo corso, con Lorenzo Musetti che si fa strada a Cincinnati, il capitano della spedizione azzurra resta in attesa di notizie dall'azzurro, le cui condizioni fisiche stanno tenendo con il fiato sospeso l'intero movimento tennistico italiano.
Il tour de force tra terapie e controlli
Gli ultimi giorni di Jannik Sinner sono stati un vero e proprio tour de force lontano dai campi da tennis, un periodo intenso scandito da accertamenti clinici e sessioni di terapie di ultimissima generazione. L'obiettivo, dichiarato e impellente, è stato sin dall'inizio quello di porre un rimedio definitivo all'infiammazione ai tendini del ginocchio destro che lo tormenta ormai da diverse settimane.
Dopo aver saltato i due prestigiosi Masters 1000 nordamericani, prima Montreal e poi il torneo in corso a Cincinnati, il giocatore altoatesino ha scelto di concentrare ogni energia sulla guarigione, trasferendosi in Piemonte per un ciclo di trattamenti specialistici presso il JMedical di Torino. Le visite e le sedute nella struttura torinese hanno rappresentato il fulcro di questo periodo di stop forzato, al termine del quale Sinner è rientrato a Montecarlo, dove ha ripreso ad allenarsi gradualmente sotto lo sguardo attento del suo coach, Simone Vagnozzi.
L'incognita del primo Slam saltato
La possibilità concreta che Jannik Sinner possa disertare gli Us Open rappresenterebbe un evento del tutto inedito nella sua carriera, destinato a interrompere una striscia di presenze che dura ormai da sette anni.
Dai tempi dell'esordio assoluto in un tabellone principale del Grande Slam, avvenuto proprio agli Us Open del 2019, l'azzurro non ha mai mancato l'appuntamento con i quattro major stagionali: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e, appunto, gli Us Open sono stati un appuntamento fisso per il numero uno del mondo, che vanta un'impressionante serie di 27 partecipazioni consecutive ai main draw degli Slam. Saltare New York, dunque, non sarebbe solo una rinuncia a un torneo importante, ma la rottura di un'abitudine consolidata che ha segnato la sua ascesa nel tennis che conta.
La decisione, a questo punto, si fa sempre più complessa e va ben oltre la semplice tabella di marcia o la gestione dei punti in classifica.
Rischiare oggi o proteggere il futuro: il dilemma
Torino è ormai alle spalle, con le terapie completate e i primi riscontri positivi che lasciano intravedere un miglioramento. New York, con il suo cemento veloce e le sue notti elettrizzanti, è lì a pochi giorni di distanza.
In mezzo, tuttavia, si staglia una domanda che per Sinner è più impegnativa di un match point: vale la pena giocare gli Us Open? La questione, per chi conosce la determinazione e la fame di vittorie dell'italiano, non riguarda il coraggio, che non è mai mancato; non riguarda il prestigio, il denaro o i punti ATP, che pure sono elementi fondamentali per un atleta del suo calibro. La domanda è molto più semplice, e proprio per questo è tremendamente complicata, perché tocca il confine sottile tra la voglia di esserci e la tutela della propria salute fisica.
Il ginocchio, dopo i trattamenti, ha fornito risposte incoraggianti, ma il margine di rischio rimane, e la scelta finale dipenderà esclusivamente da quanto Jannik sarà disposto a mettere in gioco il proprio corpo per calcare i campi di Flushing Meadows.
Musetti avanza a Cincinnati in attesa di novità
Mentre intorno a Sinner il clima è di attesa e il suo nome rimane in bilico tra un possibile forfait e un recupero last minute, il torneo di Cincinnati prosegue regolarmente e regala soddisfazioni agli altri azzurri. Lorenzo Musetti, in particolare, sta disputando un buon torneo e ha superato il turno, tenendo alta la bandiera italiana nell'ultimo importante appuntamento prima degli Us Open.
Per Sinner, invece, il rientro a Montecarlo e la ripresa degli allenamenti con Vagnozzi rappresentano un primo segnale positivo, ma il via libera definitivo dei medici è ancora subordinato all'evoluzione delle ultime ore. Il tempo stringe e la finestra per prendere una decisione si sta chiudendo: il numero uno del mondo deve ascoltare il suo corpo e decidere se quel rischio vale la pena di essere corso, in attesa di un verdetto che potrebbe cambiare le sorti dell'intera stagione americana.
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