Frode da 10 milioni di euro con un condominio inesistente per il Superbonus

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un meccanismo fraudolento, architettato con perizia per aggirare le norme del Superbonus 110%, è stato smantagliato dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Siracusa, i quali hanno eseguito un sequestro preventivo di beni e crediti d'imposta del valore superiore ai dieci milioni di euro. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, ha portato alla luce una macchinazione che poggiava le sue basi su una finzione giuridica: la costituzione di un "condominio fantasma", ideato dal rappresentante di una società di costruzioni locale al solo scopo di accaparrarsi indebitamente i vantaggi fiscali previsti dalla misura governativa. L'intera struttura, che si reggeva su una simulazione, è crollata sotto il peso delle indagini, le quali hanno dimostrato come, in assenza di un reale trasferimento di proprietà, gli appartamenti continuassero a fare capo all'impresa originaria.

Il meccanismo della simulazione

All'origine della truffa vi era una scaltra manipolazione delle forme contrattuali, la quale, sebbene apparentemente ineccepibile nella sua veste esteriore, celava nella sostanza un accordo fittizio. I contratti preliminari di compravendita, infatti, non comportavano un effettivo passaggio di titolarità, ma si limitavano a sancire un mero impegno di vendita reciproco tra le parti coinvolte. Questa procedura, che gli investigatori non hanno esitato a definire una simulazione, permetteva di aggirare il presupposto fondamentale per l'accesso all'agevolazione, ovvero l'esistenza di unità immobiliari distinte e di un condominio reale. Ne consegue che le spese sostenute, e poi presentate per ottenere i crediti, si riferivano a un'entità inesistente, creata a tavolino per dare una parvenza di legittimità a operazioni del tutto prive dei requisiti di legge.

Un parallelismo nazionale

La complessità dell'inganno scoperto in Sicilia non costituisce un caso isolato, poiché metodologie analoghe sono emerse in un'altra inchiesta di rilevante portata, che vede coinvolta la società Distretti Ecologici Spa. Anche in questo frangente, le Fiamme Gialle di Roma, operando in sinergia con la Procura, hanno scoperto una presunta maxi frode sul Superbonus, di importo paragonabile, che ha portato all'arresto del rappresentante legale della società e all'interdizione dai pubblici uffici per altre tre figure ritenute cruciali. Si tratta di un architetto incaricato delle certificazioni energetiche, di un commercialista che doveva certificare i presupposti fiscali e di un soggetto considerato dagli inquirenti un anello operativo del meccanismo fraudolento, a dimostrazione di come simili raggiri richiedano spesso la complicità di professionalità diverse.

Le indagini e le misure cautelari

L'attività investigativa, che ha condotto alle misure cautelari e ai sequestri, si è concentrata sull'accertamento della reale sostanza delle operazioni, andando oltre la mera forma giuridica. Gli inquirenti, analizzando il flusso documentale e le movimentazioni finanziarie, hanno potuto stabilire l'assenza di un reale trasferimento della proprietà degli immobili, elemento che ha inficiato alla radice la legittimità delle richieste di accesso al beneficio. Il sequestro preventivo di beni e crediti per un ammontare così cospicuo, pari a oltre dieci milioni di euro, rappresenta una misura diretta a colpire il patrimonio dei presunti responsabili, considerato profitto del reato o bene suscettibile di confisca, nell'ambito di un procedimento giudiziario che dovrà accertare le responsabilità penali individuali.

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