Frosinone, la città più inquinata d'Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Frosinone, una città ciociara, è stata identificata come la città più inquinata d'Italia, superando anche Torino, Treviso, Padova e Mantova. Questa informazione proviene dai dati di Legambiente, che ha posizionato Frosinone in cima alla classifica nazionale per il superamento dei valori massimi quotidiani di polveri sottili e biossido d'azoto.

Il rapporto di Legambiente

Il rapporto "Mal'aria di Città 2024" pubblicato da Legambiente ha rivelato queste informazioni preoccupanti. Nonostante una riduzione dei livelli di inquinanti atmosferici nel 2023, le città faticano ad accelerare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell'aria.

Inquinamento a Torino

Anche Torino non è esente da problemi di inquinamento. Nel 2023, la città ha superato i limiti sulle micropolveri per 66 giorni, rendendola la seconda città più inquinata d'Italia, dopo Frosinone, per quanto riguarda le PM10 e le PM 2.5. Queste informazioni sono state rivelate dal report di Legambiente "Mal Aria di città 2024", redatto nell'ambito della Clean Cities Campaign.

Effetti sulla salute

L'inquinamento atmosferico ha gravi effetti sulla salute. Solo in Italia, si stima che ci siano 47.000 decessi prematuri all'anno a causa del particolato sottile. Nonostante l'urgenza drammatica, continuiamo ad assistere ad atteggiamenti filo-negazionisti in particolare da parte degli esponenti dei partiti di destra e a registrare ritardi ingiustificati nel promuovere soluzioni strutturali e trasversali.

Situazione a Firenze

Anche a Firenze, la qualità dell'aria è motivo di preoccupazione, in particolare per quanto riguarda il biossido di azoto. Il report di Legambiente ha analizzato i dati del 2023 nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2). In sintesi, 18 città sulle 98 monitorate, hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all'anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo).

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