Misure europee per la sicurezza marittima nel Mar Rosso
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Redazione Interno
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La missione navale europea nel Mar Rosso è pronta a salpare. Le pressioni di Italia, Francia e Germania hanno superato le resistenze spagnole. L'Alto rappresentante Josep Borrell ha confermato che c'è un accordo di principio. Nonostante alcuni Paesi non parteciperanno, l'obiettivo è ora lavorare per l'unanimità.
Implicazioni politiche
La politica estera non è sempre il terreno più adatto per guadagnare consensi elettorali, a volte può portare a perdite. Tuttavia, è il campo ideale per migliorare il profilo internazionale di un Paese e per misurare la maturità della sua classe dirigente. Nella storia della Prima Repubblica, il momento culminante si è verificato quando sono state superate le vecchie divisioni della Guerra Fredda e in Parlamento si sono condivise le scelte fondamentali rispetto all'Europa e alla Nato.
Impatto economico
La missione europea potrebbe non avere un grande impatto. I principali beneficiari sembrano essere Tangeri e Rotterdam, ma l'Europa intera, compresa l'Olanda, rischia l'inflazione a causa del costo delle materie prime. Questo potrebbe portare a un aumento dei tassi di interesse e il Mediterraneo, un'opportunità storica di crescita europea, potrebbe diventare un limite. L'Italia rischia di subire le conseguenze della caduta del commercio globale e della perdita di entrate fiscali.
Proposte future
Si propone di sospendere immediatamente la tassa ambientale europea, che non si paga nei porti africani né in America né in Asia. Inoltre, si suggerisce di utilizzare, al massimo livello, le leve diplomatiche con effetti concreti e, solo se inevitabili, quelle militari. Una missione europea che si limita solo a scortare le navi potrebbe non essere sufficiente.




