Tensione nel Mar Rosso: gli Houthi minacciano l'Italia e attaccano navi statunitensi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli Houthi, un gruppo di ribelli yemeniti sostenuto dall'Iran, hanno recentemente rilasciato una dichiarazione inquietante. Hanno affermato di non aver ancora colpito l'Italia, ma di essere pronti a farlo. Questa minaccia segue una serie di attacchi che hanno preso di mira un certo numero di cacciatorpedinieri statunitensi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.

Attacchi ai cacciatorpedinieri statunitensi

Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, ha annunciato sabato che sono stati presi di mira una serie di cacciatorpedinieri statunitensi nelle acque del Mar Rosso e del Golfo di Aden, utilizzando 37 droni. Il Centcom ha confermato di aver abbattuto 15 di questi droni. La tensione nella zona è alta a seguito di questi attacchi.

Un esperto italiano per prevenire un disastro ambientale

Nel frattempo, Luigi Alcaro, primo ricercatore dell'Ispra, fa parte del team di esperti che sta cercando di evitare un disastro ambientale nel Mar Rosso. La Rubymar, una nave colpita dai missili degli Houthi yemeniti lo scorso 18 febbraio e affondata il due marzo, contiene oltre 200 tonnellate di carburante e 22mila di fertilizzanti. Queste sostanze, a quanto risulta, finora sono rimaste rispettivamente nel serbatoio e nella stiva della portarinfuse che batte bandiera del Belize ma è di proprietà britannica.

La situazione nel Mar Rosso rimane tesa. Gli attacchi degli Houthi alle navi statunitensi e le minacce all'Italia rappresentano una nuova escalation del conflitto. Nel frattempo, gli sforzi per prevenire un disastro ambientale nel Mar Rosso continuano. La comunità internazionale osserva con preoccupazione gli sviluppi della situazione.

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