Vinci, cade con la moto in un canale e annega: trovato dopo ore il Corpo dell’ingegnere 58enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si sono concluse nel peggiore dei modi, nella tarda serata di ieri, venerdì 13 marzo, le ricerche di un uomo di 58 anni, Alessandro Ostuni, ingegnere originario di Empoli, caduto con una moto da cross in un canale di scolo nelle campagne di Vitolini, frazione del comune di Vinci, nel Fiorentino. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato dai vigili del fuoco a diverse ore di distanza dall’incidente, dopo che la forte corrente lo aveva trascinato per centinaia di metri, fino quasi alla foce del torrente nell’Arno. L’allarme era scattato intorno alle 17.30 in via Pietramarina, una strada sterrata molto frequentata dagli appassionati di motocross, quando alcuni automobilisti di passaggio hanno assistito alla scena vedendo il centauro uscire improvvisamente di strada e finire nel fosso, ingrossato dalle abbondanti piogge delle ultime ore, che lo ha inghiottito in pochi istanti.

La complessa macchina dei soccorsi, attivatasi immediatamente, ha dovuto fare i conti con una dinamica inizialmente confusa e con l’impetuosità dell’acqua che ha reso vani i tentativi di salvataggio. Sul posto, oltre ai sanitari del 118 e alla polizia municipale, sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco del comando di Firenze e del distaccamento di Empoli, tra cui il nucleo sommozzatori e il carro Saf (Speleo Alpino Fluviale), specializzato in soccorsi in ambienti acquatici. Le prime ricerche, condotte anche con l’ausilio dell’elicottero Drago 125 del reparto volo di Cecina che ha sorvolato l’area per seguire il corso d’acqua dall’alto, hanno dato inizialmente esito negativo. I soccorritori si sono trovati di fronte a un canale che, attraverso una tubazione interrata del diametro di circa un metro, si immette in un torrente più grande, un percorso che la corrente ha verosimilmente fatto compiere anche alla vittima, rendendo le operazioni di ricerca estremamente complesse e dispendiose in termini di tempo.

Un ulteriore elemento di difficoltà, nelle prime fasi, è derivato dall’identificazione stessa del disperso. Quando la moto, una cross di proprietà di un amico, è stata ritrovata sulla sponda del canale, gli inquirenti avevano inizialmente ipotizzato che alla guida ci fosse il proprietario del mezzo, un giovane di 31 anni. Solo successivamente, dopo che il trentunenne è stato rintracciato, è stato possibile chiarire l’equivoco: è stato lui stesso a riferire ai vigili del fuoco di aver prestato la moto al suo conoscente cinquantottenne, permettendo così di reindirizzare le ricerche e di identificare correttamente la persona scomparsa. Per ore, però, mentre le squadre scandagliavano il corso d’acqua, i soccorritori hanno cercato un uomo con un’età diversa da quella reale, un intoppo che ha segnato le comunicazioni iniziali.

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