Allegri e quel tracollo interno con l’Udinese: un record al contrario che pesa come un macigno
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Redazione Sport
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Il Milan è scivolato nel buio più fitto, quello che non ammette mezze misure né consolatorie alibi di sorta, e l’artefice di questa nuova, dolorosa battuta d’arresto – la terza in poche settimane, per l’esattezza la quarta nelle ultime sette partite disputate – è stata un’Udinese sorprendentemente brillante, capace di trasformare San Siro in un teatro di ordinaria impotenza rossonera. Il 0-3 finale, però, non racconta soltanto l’ennesima giornata storta di una squadra che sembra aver smarrito la bussola; quel punteggio, così netto e impietoso, assume i contorni di un primato negativo che riguarda da vicino Massimiliano Allegri. Per la prima volta, infatti, nella sua intera carriera in Serie A, il tecnico toscano si è trovato a subire una sconfitta interna con tre gol di scarto senza che i suoi riuscissero a timbrare nemmeno una volta il cartellino. Già, perché se è vero che un passivo identico lo aveva già incassato nel 2021-22 – era sulla panchina della Juventus e il 3-0 glielo inflisse il Villarreal – quella partita apparteneva alla Champions League, non al campionato. E il campionato, fino a ieri, non aveva mai riservato ad Allegri una simile umiliazione tra le mura amiche.
San Siro molla il Milan: il tracollo numerico e il quinto posto che si avvicina
Il dato statistico, per quanto freddo, restituisce la temperatura di una crisi che non accenna a rientrare. Mai, prima di questa gara, il Milan aveva incassato tre reti in una partita casalinga di questa stagione, eppure l’Udinese ci è riuscita con una naturalezza che mette i brividi. La squadra friulana, tra l’altro, si sta confermando una vera e propria bestia nera per i rossoneri, capaci di colpire quando meno te lo aspetti. Adesso, in classifica, il secondo posto appare un miraggio sempre più lontano; è il quinto, invece, a diventare inquietantemente vicino. E l’imperativo, per Allegri e i suoi, diventa quello di guardarsi bene le spalle, perché il rischio concreto – ed è un rischio che aleggia pesante nello spogliatoio – è quello di farsi risucchiare in una lotta per la zona Champions che fino a poche settimane fa sembrava già archiviata.
La sintesi del match: autogol, Ekkelenkamp e Atta firmano il crollo
La partita, giocata nell’ambito della trentaduesima giornata di Serie A, ha preso una piega inequivocabile già nella prima frazione. Al ventisettesimo minuto, è stato un autogol di Bartesaghi a rompere l’equilibrio: il difensore, nel tentativo di opporsi a un cross di Atta, ha deviato il pallone nella propria porta. Dieci minuti più tardi, il raddoppio: Ekkelenkamp, servito da un Zaniolo in serata di grazia – ispiratissimo, per usare le parole di chi ha visto la gara – ha depositato il pallone alle spalle del portiere milanista. Nella ripresa, poi, al ventiseiesimo minuto, Atta ha chiuso definitivamente i conti, sfruttando un assist dello stesso Ekkelenkamp e trasformando il 3-0 in un verdetto senza appello.
Allegri a Sportmediaset: "Dobbiamo rialzare le antenne, quelli dietro si avvicinano"
Al termine della gara, Massimiliano Allegri si è presentato davanti ai microfoni di Sportmediaset con il volto segnato ma senza cercare facili giustificazioni. Alla domanda su come si possa spiegare un crollo così eclatante, il tecnico ha risposto indicando una precisa direzione: quella dell’errore collettivo. “La cosa che abbiamo sbagliato oggi – ha detto – è stata nell’avere fretta e nell’ordine della fase difensiva”. Una ammissione che suona come un atto di accusa nei confronti della propria squadra, ma anche come un campanello d’allarme. “La sconfitta – ha aggiunto – ci deve far rialzare le antenne, quelli dietro stanno viaggiando e si stanno avvicinando”. Nessuna menzione a ipotetici capri espiatori, nessuna analisi spettacolare: solo la nuda consapevolezza che il tempo delle chiacchiere è finito e che il campo, con la sua crudeltà, ha già emesso il primo, severo verdetto.




