Incidente nautico a Pellestrina, barchino affonda in Laguna: trovato morto Jonny Vido

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Laguna di Venezia è stata teatro, nella notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 luglio, di un tragico incidente nautico che ha portato alla morte di un uomo di 40 anni, Jonny Vido. Il corpo della vittima è stato individuato all'alba, poco dopo le 7, grazie all'intervento dell'elicottero della Guardia di finanza e successivamente recuperato dalla motovedetta CP 826 della Guardia costiera nelle acque antistanti Ca' Roman, località situata all'estremità meridionale dell'isola di Pellestrina.

Le ricerche, scattate immediatamente dopo la segnalazione di un altro uomo in evidente stato confusionale, si sono protratte per diverse ore prima di giungere all'esito che purtroppo lasciava ormai pochi dubbi sulle sorti del disperso.

La dinamica della segnalazione e il ritrovamento

Tutto ha avuto inizio alle 2.50, quando i carabinieri della stazione di Pellestrina hanno allertato la Capitaneria di porto-Guardia costiera di Venezia in seguito alla chiamata al 112 di un cittadino che si presentava in uno stato di profonda alterazione e confusione mentale.

L'uomo, scosso e in preda allo scompiglio, raccontava di essere stato coinvolto in un sinistro in mare mentre si trovava a bordo di un piccolo barchino, uno scafo di circa 5 metri, insieme al cugino, del quale però non era in grado di fornire indicazioni precise né sulla posizione né, cosa ancor più grave, sulle sue condizioni fisiche.

La sua testimonianza frammentaria, resa ancor più difficile dallo stato di shock, ha comunque messo in moto immediatamente i protocolli di emergenza, portando alla mobilitazione dei mezzi della Guardia costiera e dei sommozzatori dei vigili del fuoco, allertati dai carabinieri intorno alle 2.30.

Le operazioni di ricerca si sono inizialmente concentrate nella zona indicata dal sopravvissuto, quella di Ca' Roman, un tratto di laguna noto per le sue secche e per le correnti che talvolta complicano la navigazione notturna. A supporto delle ricerche, la Guardia costiera ha dispiegato anche un elicottero, fondamentale per perlustrare dall'alto l'ampia area speculare e individuare eventuali tracce del natante o del disperso.

È stato proprio l'occhio dell'elicottero della Guardia di finanza a individuare il corpo senza vita, che galleggiava a poca distanza dal punto in cui, poche ore prima, il barchino sarebbe affondato. La motovedetta CP 826 ha provveduto al recupero della salma, consentendo di identificare ufficialmente il 40enne in Jonny Vido, il cugino dell'uomo che aveva dato l'allarme.

L'intervento dei soccorsi e il ritrovamento del natante

I soccorsi, coordinati dalla Capitaneria di porto di Chioggia, hanno operato senza sosta fin dalla prime luci dell'alba per mettere in sicurezza l'area e ricostruire la dinamica dell'incidente. Oltre al corpo della vittima, i militari hanno rinvenuto anche il barchino semi-affondato, che giaceva in parte sommerso nelle acque della laguna, a testimonianza della violenza dell'urto o dell'avaria che ne ha provocato l'inevitabile inabissamento.

Non è stato immediatamente chiarito se l'imbarcazione abbia urtato contro un ostacolo sommerso, come un basso fondale o uno scoglio, o se invece il sinistro sia stato causato da un'avaria improvvisa o da un errore di manovra reso più pericoloso dall'oscurità e dalle condizioni meteorologiche della notte.

Il sopravvissuto, dopo essere stato soccorso e stabilizzato, è stato affidato alle cure del personale sanitario per gli accertamenti del caso e per cercare di ricostruire con maggiore chiarezza gli ultimi momenti trascorsi a bordo con il cugino. La sua testimonianza, sebbene inizialmente confusa, rappresenta per gli inquirenti un elemento chiave per ricostruire esattamente cosa sia accaduto nelle acque di Ca' Roman poco dopo la mezzanotte.

I carabinieri e la Guardia costiera hanno avviato un'inchiesta finalizzata a chiarire le responsabilità e l'esatta sequenza degli eventi che hanno portato al ribaltamento o all'affondamento del barchino.

Le indagini per chiarire la dinamica dell'affondamento

Sul posto sono intervenuti anche i militari della Capitaneria di porto, che hanno condotto i rilievi di rito e ascoltato i primi testimoni, cercando di comprendere se altri natanti si trovassero in zona al momento del sinistro. La zona di Ca' Roman, sebbene meno trafficata rispetto al centro di Venezia, è comunque frequentata da imbarcazioni da diporto e pescherecci, e gli investigatori stanno verificando se l'incidente possa essere stato causato da un'onda di scia o da un mancato rispetto delle distanze di sicurezza.

Le autorità hanno inoltre disposto il sequestro del barchino semi-affondato, che sarà recuperato e posto in custodia per consentire l'esecuzione di tutte le verifiche tecniche necessarie. Gli esperti cercheranno di determinare se lo scafo presentasse vizi strutturali o se l'avaria a bordo possa essere stata improvvisa, tenendo conto che le condizioni del mare e del vento, nella notte, non apparivano particolarmente avverse.

La procura della Repubblica di Venezia ha aperto un fascicolo di inchiesta, al momento senza ipotesi di reato specifiche, per accertare eventuali negligenze o responsabilità legate alla conduzione dell'imbarcazione e alla sicurezza della navigazione.

Pellestrina e la sicurezza nautica in laguna

L'incidente riaccende l'attenzione sulle problematiche legate alla sicurezza della navigazione all'interno della laguna di Venezia, un bacino complesso dove i fondali variabili e la presenza di ostacoli naturali rendono la percorrenza notturna particolarmente insidiosa, specialmente per i natanti di piccole dimensioni non sempre dotati di strumentazione adeguata.

Pellestrina, con le sue caratteristiche di isola lunga e stretta che separa il mare aperto dalla laguna, è un punto di passaggio per molti pescatori e diportisti, e la tragedia di Jonny Vido rappresenta un duro colpo per la comunità locale, che già in passato ha dovuto fare i conti con episodi simili accaduti in queste acque.

La salma del 40enne è stata trasportata all'obitorio in attesa dell'autorizzazione per i funerali, mentre il cugino sopravvissuto, ancora sotto shock, sta fornendo il suo supporto agli investigatori per ricostruire gli ultimi tragici momenti trascorsi insieme.

Le forze dell'ordine hanno assicurato che saranno esaminati tutti i reperti e le testimonianze per fare piena luce su una vicenda che ha sconvolto la quiete della notte lagunare e che pone nuovamente interrogativi sulla sicurezza di chi sceglie di affrontare il mare a bordo di piccole imbarcazioni, spesso senza le dovute precauzioni, in condizioni di visibilità ridotta.

Con il recupero del corpo e l'avvio delle indagini, resta ora da chiarire se si sia trattato di un tragico incidente dovuto a cause accidentali o se vi siano altri fattori da considerare. La Guardia costiera sta inoltre verificando la regolarità della documentazione di bordo e le condizioni di navigabilità del barchino, per accertare che fosse tutto in regola con le normative di sicurezza.

L'impegno degli inquirenti è volto a ricostruire ogni dettaglio per dare una risposta alla famiglia di Jonny Vido e a tutti coloro che frequentano quotidianamente queste acque, che nascondono insidie non sempre visibili a occhio nudo, specialmente quando il buio avvolge la laguna.

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