Decreto Pnrr bloccato alla Camera: a rischio fino a 3 miliardi sulle gare Intercity

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto Pnrr bloccato alla Camera mette in discussione un passaggio legato alle gare per i servizi ferroviari Intercity, con un possibile impatto compreso tra 1 e 3 miliardi di euro. Il provvedimento si è arenato durante l’iter parlamentare e la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha rinviato a lunedì 3 agosto le votazioni dell’Aula sul decreto Infrastrutture Pnrr. Al centro della situazione c’è l’articolo 1 del testo, dedicato proprio alle procedure di affidamento dei servizi ferroviari, su cui si è aperto uno scontro tra le richieste dell’Unione europea e le posizioni della maggioranza.

Il nodo delle gare ferroviarie e il rischio sui fondi Pnrr

Il rinvio del voto alla Camera arriva mentre il governo cerca di affrontare il problema legato alla Commissione europea, che potrebbe avere conseguenze sull’ultima rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nodo riguarda la gara a lotto unico per l’affidamento dei servizi Intercity, una questione inserita nel decreto e diventata centrale nel confronto politico. Le tempistiche per la conversione in legge del provvedimento sono considerate strette e il blocco dell’iter parlamentare aumenta la pressione sul governo e sulla maggioranza.

Secondo quanto emerso nel dibattito politico, la questione delle gare Intercity si intreccia con il percorso del Pnrr e con gli impegni collegati al Piano. Le opposizioni hanno criticato la gestione della vicenda parlando di una situazione di difficoltà per l’esecutivo. Il capogruppo del Pd in commissione Affari europei Piero De Luca ha richiamato il rischio che l’Italia possa perdere almeno 24 miliardi della decima rata, sostenendo che siano stati raggiunti 70 dei 159 obiettivi previsti.

Le tensioni politiche sul decreto Infrastrutture Pnrr

Il decreto Infrastrutture Pnrr è diventato anche terreno di scontro tra governo e opposizioni per altri contenuti del provvedimento. La deputata del Movimento 5 Stelle Marianna Ricciardi, capogruppo in Commissione Affari Sociali alla Camera, ha sollevato critiche su una norma sanitaria inserita nel decreto, sostenendo che il governo abbia introdotto disposizioni sulla materia all’interno di un provvedimento non direttamente collegato alla sanità.

La parlamentare del Movimento 5 Stelle ha contestato le modalità con cui, secondo la sua ricostruzione, alcune norme sanitarie sarebbero state inserite nel decreto, evidenziando il rischio di un confronto meno visibile rispetto a un passaggio in Commissione competente. Le critiche si aggiungono al confronto già aperto sul nodo ferroviario e sui rapporti con l’Unione europea, mentre la Camera deve ancora completare l’esame del provvedimento.

Lo slittamento del voto sul decreto Pnrr lascia quindi aperta la questione sulle gare per i servizi Intercity e sui possibili effetti economici collegati. Il governo si è preso ulteriori giorni per cercare una soluzione sul punto contestato dalla Commissione europea, mentre il Parlamento dovrà riprendere le votazioni dopo il rinvio deciso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La discussione resta concentrata sull’articolo 1 del decreto e sulle condizioni necessarie per arrivare alla conversione in legge nei tempi previsti.

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