Dl Pnrr, la Camera approva l'emendamento: salta il lotto unico per le gare Intercity dopo lo stop della Ue

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Aula della Camera ha dato il via libera al decreto legge Pnrr-Infrastrutture, forte di 152 voti favorevoli, 82 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento, che consta ora di 25 articoli dopo le modifiche apportate nel corso dell'esame a Montecitorio, passa ora all'esame del Senato per la conversione definitiva entro la scadenza del 25 agosto. Ma il vero colpo di scena che ha segnato l'iter parlamentare è stato un altro, e riguarda la partita dei trasporti su ferro.

È stato infatti approvato un emendamento di correzione, proposto dalla commissione Bilancio, che di fatto cancella il riferimento al "lotto unico" per le gare di affidamento dei servizi ferroviari Intercity, una modifica che aveva fatto storcere il naso alla Commissione europea e che aveva portato a una improvvisa sospensione dei lavori già mercoledì 29 luglio.

Il dietrofront del governo e le pressioni di Bruxelles

La norma originaria del decreto conteneva la possibilità di suddividere i contratti in "uno o più lotti", una formulazione che di fatto avrebbe consentito di affidare l'intero servizio a un unico soggetto. Una prospettiva che non è piaciuta per niente a Bruxelles, dove si è subito levato un coro di perplessità per i potenziali rischi per la concorrenza. Da qui, l'avvio di un serrato confronto tra il governo italiano e la Commissione europea, culminato con la decisione di fare marcia indietro.

La scelta, come anticipato da alcuni quotidiani, è quella di allinearsi alle richieste dell'Ue per evitare di inciampare in una nuova procedura d'infrazione. Tommaso Foti, esponente dell'esecutivo, ha dichiarato che non si voleva correre il rischio di "un'altra procedura Ue", motivando così la rapida correzione di rotta.

L'emendamento che riscrive le regole: addio al lotto unico

L'emendamento approvato, che ha ottenuto 174 sì e 102 no senza astenuti, ha quindi rimosso dal testo la norma contestata, ripristinando di fatto la formulazione originale della legge sulla concorrenza del 2021. Quest'ultima, in particolare, stabilisce che "i contratti di servizio sono suddivisi in lotti appropriati e contendibili", garantendo così una maggiore apertura al mercato e la possibilità per più operatori di competere per le tratte. Oltre a cancellare il riferimento al lotto unico, il nuovo emendamento introduce anche una disposizione aggiuntiva che riguarda il materiale rotabile.

Le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano saranno infatti tenute a trasmettere al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un censimento completo e aggiornato dei treni a loro disposizione, con cadenza annuale, al fine di garantire trasparenza e parità di accesso agli operatori che parteciperanno alle gare.

Altre misure e iter del decreto

Oltre al nodo degli Intercity, il decreto legge, composto da tre capi principali, racchiude una serie di interventi su diversi fronti. Uno dei più rilevanti riguarda il settore delle costruzioni, con una norma che, su richiesta dell'appaltatore, sospende il recupero dell'anticipazione del prezzo nei contratti pubblici per lavori in corso, una misura pensata per far fronte ai rincari dei materiali e che sarà efficace fino al 31 dicembre 2026.

Il provvedimento ha poi un peso specifico non indifferente nell'attuazione del Pnrr, toccando anche temi come la sicurezza energetica, l'intelligenza artificiale e il turismo. Dopo l'ok di Montecitorio, il testo ora è atteso a Palazzo Madama, dove dovrà ottenere il via libera definitivo entro il 25 agosto per non decadere. La partita, insomma, si sposta al Senato, ma il primo e più scivoloso ostacolo, quello legato alla concorrenza sui binari, è stato ufficialmente superato.

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