La Camera approva la riforma della Corte dei conti, ora si attende il Senato
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Redazione Interno
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Roma, 10 aprile – Con 136 voti favorevoli, 75 contrari e un astenuto, la Camera ha dato il via libera alla proposta di legge che modifica le funzioni della Corte dei conti e ridefinisce i criteri per il danno erariale. Il testo, presentato a dicembre 2023 dall’allora capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti – oggi ministro per il Pnrr, gli Affari europei e il Sud – punta a ridurre quella che viene definita "burocrazia difensiva", ovvero la riluttanza dei funzionari a firmare atti per timore di sanzioni.
L’obiettivo dichiarato è accelerare l’attuazione del Pnrr, snellendo i controlli preventivi e riducendo il peso delle procure della Corte, a favore di un sistema più agile. Tuttavia, il provvedimento – che ora passa al Senato – è stato ampliato in commissione con emendamenti che introducono nuove tutele per i politici e innalzano il tetto massimo per le condanne erariali.
Tra le novità, spicca la riduzione della responsabilità amministrativa per i dirigenti pubblici, che in alcuni casi potranno vedersi esclusi da procedimenti se dimostrano di aver agito in "buona fede". Una misura contestata dall’opposizione, secondo cui si tratterebbe di un "salvapolitici" mascherato da riforma tecnica.
La riforma interviene su una legge del 1994, ritenuta ormai obsoleta, e ridisegna i poteri della Corte dei conti, istituzione chiave nel controllo della spesa pubblica. Sebbene il governo sostenga che le modifiche siano necessarie per sbloccare progetti strategici, alcuni giuristi temono un indebolimento dei meccanismi di garanzia, con possibili ripercussioni sulla trasparenza.




