Camera approva la riforma elettorale: sì allo Stabilicum,
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Redazione Interno
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Con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astensioni, l'Aula della Camera ha dato il via libera alla riforma della legge elettorale, il provvedimento noto come Stabilicum o, per i critici, Melonellum. Il testo, approvato con voto segreto, supera ora l'esame del Senato per la definitiva conversione in legge.
Il via libera arriva al culmine di una giornata segnata da aspre polemiche e da una bagarre parlamentare che ha visto le opposizioni esporre cartelli di protesta dai banchi del centrosinistra, con inviti al governo a rassegnare le dimissioni, tanto da richiedere l'intervento dei commessi per rimuovere i manifesti prima della ripresa delle dichiarazioni di voto.
Il nuovo sistema elettorale, che sostituirà il Rosatellum, è improntato a un meccanismo proporzionale con un premio di maggioranza sostanzioso: la coalizione che supererà la soglia del 42% dei consensi, come previsto dall'articolato, otterrà un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, con un tetto massimo che impedisce di superare circa il 55-57% dei seggi complessivi, per non compromettere l'elezione degli organi di garanzia.
Se nessuna coalizione raggiunge tale percentuale, oppure se i risultati tra i due rami del Parlamento non coincidono, si procederà con un riparto proporzionale puro.
Liste bloccate e l'addio alle preferenze
Uno degli elementi centrali e più discussi della riforma è il mantenimento delle liste bloccate in collegi plurinominali, con la conseguente esclusione del voto di preferenza per i cittadini. Nonostante alcuni tentativi emersi nel corso del dibattito, l'Aula ha bocciato un emendamento, presentato da Fratelli d'Italia e sostenuto da Lega e Forza Italia, che mirava a reintrodurre un sistema misto con capilista bloccati e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze.
La bocciatura di questa proposta ha rappresentato un momento di tensione all'interno della maggioranza, con la segretaria del Pd Elly Schlein che ha parlato di una "maggioranza colabrodo" e ha sottolineato come la premier Meloni sia stata "punita" per la sua arroganza.
Il testo approvato conferma quindi le soglie di sbarramento già in vigore con il Rosatellum: il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste singole, con la clausola del "ripescaggio" per il miglior perdente all'interno della coalizione. Un ulteriore emendamento, volto a rafforzare il bipolarismo, ha stabilito che i voti delle liste che non superano la soglia del 3%, e che non siano appunto quella del miglior perdente, non concorrano al calcolo della cifra elettorale nazionale di coalizione.
Le dichiarazioni infiammate e il passaggio al Senato
La giornata di votazione è stata caratterizzata da interventi accesi da parte dei leader delle opposizioni. Elly Schlein, durante la dichiarazione di voto, ha attaccato duramente l'esecutivo: "La destra non si occupa dei problemi degli italiani, ma noi lavoreremo per vincere con i nostri alleati con qualunque legge elettorale, per mandarvi a casa e dare finalmente all'Italia il governo che merita".
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito la legge una "truffa", un "artifizio" creato per "imbullonare" la maggioranza alle poltrone, criticando l'ossessione del governo per il potere e la sua inamovibilità.
Il provvedimento, dopo il via libera di Montecitorio, approda ora a Palazzo Madama per l'ultimo passaggio parlamentare. Con l'approvazione dello Stabilicum, il centrodestra punta a ridisegnare le regole del prossimo voto, introducendo un sistema che, secondo i sostenitori, garantirebbe maggiore governabilità e stabilità, mentre le opposizioni ne denunciano l'incostituzionalità e la natura "cucita su misura" per la coalizione di governo. Il dibattito è destinato a proseguire con toni accesi anche nella prossima fase dell'iter legislativo.




