Israele e Iran, quarto giorno di guerra: notte di esplosioni e bilancio in salita
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto tra Israele e Iran entra nel suo quarto giorno, le sirene continuano a risuonare nel cielo del Gush Dan, dove i missili lanciati da Teheran hanno colpito diversi grattacieli, causando almeno otto morti. A Teheran, intanto, le bombe israeliane hanno centrato il sito nucleare di Fordow, scatenando la minaccia iraniana di attacchi «devastanti». Le cifre, ancora provvisorie, parlano di 224 vittime e 650 feriti in Iran, mentre nello Stato ebraico si contano 14 morti e quasi 400 feriti.
Netanyahu, in visita a Bat Yam – città dove sei persone hanno perso la vita sotto i bombardamenti – ha promesso che «pagherete per le donne e i bambini uccisi», riferendosi chiaramente alla leadership iraniana. Le forze israeliane, dal canto loro, hanno rivendicato l’eliminazione di alcuni vertici dell’intelligence avversaria e il colpo inferto al quartier generale del programma nucleare. Ma la guerra non si combatte solo a terra: l’aeroporto di Mashhad, a 2.300 chilometri da Israele, è stato bombardato, segno che la portata degli attacchi si estende ben oltre i confini immediati del conflitto.
Teheran ha lanciato il missile «Soleimani», capace di penetrare le difese israeliane, ma Tel Aviv non fa affidamento solo sull’Iron Dome. Il sistema Thaad, di fabbricazione americana e fornito a Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023, rappresenta il livello più avanzato di protezione, in grado di intercettare ordigni sia dentro che fuori dall’atmosfera terrestre. Gli Stati Uniti, che lo utilizzano dal 2015, lo hanno venduto anche ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ma oggi è schierato a difesa del cielo israeliano.
Intanto, le borse europee si preparano a un avvio di seduta poco mosso, con il futures sull’Eurostoxx50 in calo dello 0,08%, mentre il petrolio rallenta la sua corsa nonostante l’escalation militare. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso al Parlamento, ha esortato la popolazione a «mettere da parte ogni divergenza» e a unirsi contro Israele, definendo l’offensiva israeliana un’«aggressione criminale e genocida».




