Netanyahu annuncia il controllo dei cieli iraniani mentre Trump dialoga con Putin per fermare i conflitti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quando il telefonino inizia a gracchiare, chi si trova in Israele ha cinque minuti per prepararsi all’eventualità di un attacco. Se il segnale si ripete dopo altri dieci, è il momento di correre verso il rifugio più vicino. A novanta secondi dall’impatto potenziale, le sirene squarciano il silenzio delle città. Questo il nuovo protocollo diffuso dal Comando per il Fronte Interno, modificato dopo che i recenti bombardamenti iraniani hanno ucciso quattro persone, tra cui due anziani a Ramat Gan, sobborgo di Tel Aviv, dove il sistema di allarme non è scattato in tempo.
Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele "controlla i cieli dell’Iran", mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato con il suo omologo russo Vladimir Putin per discutere una possibile tregua nei conflitti in corso. Le parole di Netanyahu arrivano dopo una serie di raid aerei e lanci di missili da sottomarini che hanno colpito obiettivi strategici iraniani, tra cui Natanz, Tabriz, Kermanshah e Shiraz, neutralizzando progressivamente le difese aeree nemiche. Parallelamente, a Teheran, operazioni mirate hanno portato all’eliminazione di alti comandanti militari e scienziati nucleari, tutti uccisi nelle loro abitazioni.
L’attacco più devastante ha interessato la capitale iraniana, dove due depositi di carburante sono andati in fiamme. "Teheran brucia", ha affermato il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, sottolineando la portata dell’offensiva. Poche ore prima, missili iraniani avevano colpito diverse località israeliane, uccidendo una ragazza di vent’anni e ferendo numerosi civili a Haifa. Israele ha replicato con un attacco anche nello Yemen, ampliando ulteriormente il raggio del conflitto.
A Tel Aviv, una nuova ondata di missili ha provocato esplosioni nel centro città, mentre fonti israeliane confermano che almeno quaranta obiettivi sono stati colpiti a Teheran. Nel caos che ne è seguito, i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran sono stati sospesi. Israele, da parte sua, ha rivendicato l’eliminazione di nove scienziati nucleari iraniani, lasciando intendere che nessun obiettivo è escluso, nemmeno il leader supremo Ali Khamenei




