Sanchez risponde alla lettera di Littizzetto: "Devo restare in Spagna, nessuno meglio di Schlein per l'Italia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La risposta è arrivata, ed è stata all'altezza del copione. Luciana Littizzetto ha condiviso sui social il messaggio ricevuto da Pedro Sánchez, premier dimissionario della Spagna, in replica alla letterina che ha inaugurato la nuova stagione di Che tempo che fa. Un botta e risposta a distanza, tutto giocato sull'ironia, che si è trasformato in una sorta di investitura politica per la segretaria del Partito Democratico.

La letterina e l'invito a guidare la paella

Domenica sera, dal bancone del programma sul Nove, la comica torinese aveva rivolto al leader socialista un appello in uno spagnolo volutamente maccheronico, parafrasando Raffaella Carrà con un «Pedro Pedro Pedro Pedro pe, tu es il più figo della Ue». Littizzetto lo immaginava alla guida di quella che ha definito una «paella» litigiosa, il centrosinistra italiano, descritto come un insieme di mille ingredienti in cui le diverse anime faticano a trovare una sintesi.

«Qui Schlein e Conte litigano come cane e gatto», aveva esordito, prima di elencare le presunte qualità del premier spagnolo: «Tu es el candidato perfecto por guidare la coalicion, tu has le qualidad da conducador, el cabello presidencial, la mandibola accatastada como trilocal, lo sguardo a tasso fisso, l'ocho da conquistador, el paso elegante da torero, la mano de fierro nel guantos de velluto». Un ritratto semiserio, chiuso da un affettuoso «Pedro, mio amor».

La replica sui social e la citazione di Raffaella Carrà

Sánchez ha raccolto la provocazione, commentando il video pubblicato dalla trasmissione. «Grazie per le gentili parole Luciana, Luciana», ha scritto sui social, «ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno quattro anni». Poi, l'apertura inattesa: «E comunque non riesco proprio a immaginare una persona migliore per l'Italia che Elly Schlein». In chiusura, come firma, ha ripreso il richiamo alla canzone della Carrà che la stessa Littizzetto aveva citato nella sua lettera: «Sempre tuo, Pedro Pedro Pedro».

Il quadro politico dietro la battuta

La risposta del premier spagnolo arriva in un momento delicato per la coalizione di centrosinistra italiana. Sánchez ha sciolto le Cortes dopo la bocciatura dei decreti sulla casa e ha annunciato nuove elezioni per il 29 novembre, una decisione che ha inevitabilmente ridimensionato il suo ruolo di modello per le opposizioni europee.

La scelta di indicare pubblicamente la segretaria dem come la persona più adatta a guidare l'Italia, per quanto formulata con toni scherzosi, finisce per assumere un peso politico preciso: in un campo largo ancora in cerca di un assetto definito, l'endorsement arriva dall'estero e cade proprio su chi, da mesi, indica la Spagna come esempio virtuoso di governo progressista.

Un modello in discussione

Non è la prima volta che Sánchez entra nel dibattito politico italiano. La sua figura è stata più volte evocata come riferimento per la costruzione di un'alternativa alla destra, con richiami ricorrenti alle politiche sociali e alla gestione economica del suo esecutivo. Tuttavia, la scelta di convocare elezioni anticipate ha ridimensionato la narrazione del modello spagnolo, offrendo argomenti a chi, nel centrodestra, contesta l'idea che l'esperienza iberica rappresenti una ricetta replicabile.

La battuta sulla paella, in questo senso, resta sospesa tra l'omaggio ironico e la constatazione di una distanza: la Spagna, per ora, se la tiene stretta, il suo premier.

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