Luciana Littizzetto e il ritorno in tv con Fazio: un presidio di resistenza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Luciana Littizzetto, nell’imminenza del ritorno in televisione sul Nove con la nuova stagione di “Che tempo che fa”, ha tracciato un bilancio del proprio percorso, delineando, in un’intervista a Repubblica, i contorni di un sodalizio artistico che ormai trascende i confini del piccolo schermo. Il programma, che ha compiuto quel passaggio dalla Rai all’emittente privata seguito con attenzione dal pubblico, rappresenta, a suo dire, «un segnale di legame» profondo con chi lo guarda, quasi la prova del riconoscimento di un’autenticità e di un’autorevolezza che si sono conservate intatte nonostante il cambiamento di rete. Un trasferimento, il loro, che il pubblico ha vissuto con un senso di familiarità così forte da spingere molti, incontrando la comica torinese per strada, a chiederle notizie di Fabio Fazio, come se i due formassero un’unica entità indivisibile, una coppia di fatto della televisione. «Mi dà una sensazione di famiglia», ha ammesso la Littizzetto, smentendo però l’idea, così radicata in alcuni, che la loro unione professionale si estenda anche alla vita privata, alle vacanze o al tempo libero. Quello che costruiscono insieme, piuttosto, è ciò che lei stessa ha definito, con un’immagine pregnante, «un presidio di resistenza», un luogo di cui si dichiarano entrambi profondamente grati.
Solidarietà oltre i confini
La comica, che tra gli ospiti della serata inaugurale annovera personalità come Richard Gere e Ornella Vanoni ma anche Armanda Colusso, la madre del cooperante trattenuto da quasi un anno a Caracas, ha colto l’occasione per ribadire una solidarietà che va oltre i confini nazionali. Rivolgendosi alla donna, ha affermato con decisione che «le donne non si giudicano dai figli che hanno, ma dal coraggio che mettono nel vivere», una dichiarazione che assume un peso particolare data la situazione di estrema difficoltà che la famiglia sta affrontando.
Il sostegno alla Global Sumud Flotilla
Un coraggio, il suo, che fa eco a quello che Luciana Littizzetto ha voluto riconoscere senza esitazione agli attivisti della Global Sumud Flotilla. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: «Ammiro le persone che sono salite sulle barche per Gaza. Sì, è un gesto politico». Un’ammirazione che si traduce in un sostegno esplicito per un’iniziativa di solidarietà internazionale che ha recentemente catturato l’attenzione dei media, e in un giudizio severo e senza appello sull’operato delle istituzioni.
La critica ai governi
Proprio sul tema delle mobilitazioni per Gaza, infatti, l’attrice ha espresso una critica netta e diretta, concentrandosi sull’azione, o meglio sulla non-azione, dei governi. «I governi non hanno fatto niente», ha dichiarato, liquidando con una perentorietà che non ammette repliche gran parte delle dichiarazioni ufficiali come «tante parole a vuoto». Secondo la sua visione, le giornate di mobilitazione che si sono susseguite hanno avuto il merito di dimostrare come esista una forma di solidarietà concreta e genuina, lontana da qualsiasi sospetto di malafede o da accuse di opportunismo. Una solidarietà che, a differenza di quanto alcuni suoi critici potrebbero insinuare, non nasce dalla ricerca di un «weekend lungo» ma dalla forza di una convinzione profonda, dal «perché ci credo». È in questo spazio, tra l’impegno civile e la proposta televisiva, che Luciana Littizzetto e Fabio Fazio intendono muoversi, custodendo quello spazio di confronto che, nonostante tutto, continua a tenere accesa una luce.




