Elkann e De Meo lanciano l’allarme: "L’auto europea rischia il collasso senza interventi urgenti"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   John Elkann, presidente di Stellantis, e Luca De Meo, amministratore delegato di Renault, hanno rivolto un appello congiunto alla Commissione europea, denunciando quello che definiscono un "punto di non ritorno" per l’industria automobilistica del continente. In un’intervista rilasciata a Le Figaro, i due manager – il primo erede della dinastia Agnelli, il secondo ex dirigente Fiat – hanno tracciato un quadro drammatico del settore, sostenendo che il 2025 rappresenterà l’anno decisivo per evitare un declino irreversibile.

Secondo Elkann e De Meo, le normative Ue, pur concepite per accelerare la transizione ecologica, hanno finito per rendere le auto "più pesanti, complesse e costose", allontanandole dalla portata dei consumatori. "Il livello attuale del mercato è un disastro", ha affermato De Meo, sottolineando come il comparto – che genera 400 miliardi di entrate fiscali annue – sia ormai allo stremo. Senza un cambio di rotta immediato, avvertono, l’Europa rischia di trasformarsi in un mero "mercato d’importazione", privato della sua capacità produttiva e del valore strategico che l’automotive rappresenta.

La critica non è nuova, ma la gravità del tono colpisce. Le due aziende, che insieme dominano una fetta significativa del mercato europeo, chiedono interventi strutturali: dall’agevolazione degli investimenti in tecnologie pulite alla revisione degli standard che, a loro avviso, penalizzano i produttori locali rispetto ai concorrenti extra-Ue. Elkann, da tempo impegnato a guidare Stellantis verso l’elettrificazione, ha ribadito la necessità di "equilibrare sostenibilità e accessibilità", mentre De Meo ha evocato risvolti occupazionali e fiscali "drammatici" se Bruxelles continuerà a ignorare le pressioni del settore.

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