Monza, arrestato a 79 anni con 500 chili di hashish: «Credevo fosse cacao»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Orazio Conforto, classe 1947, è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo, originario della provincia di Foggia e titolare di un'area adibita al rimessaggio di camion alla periferia sud di Monza, è stato sorpreso dagli agenti della settima sezione della Squadra Mobile di Milano mentre contribuiva a scaricare da un tir con targa romena un bancale di sacchi che, secondo la polizia, contenevano mezza tonnellata di hashish di alta qualità.
La versione dell'indagato e le contestazioni
Davanti al magistrato, Conforto ha sostenuto di essere convinto di movimentare soltanto sacchi di cacao: «Credevo fosse cacao», ha dichiarato, respingendo ogni addebito. Una spiegazione che il giudice per le indagini preliminari Andrea Guadagnino ha definito «inverosimile», sulla base di quanto gli investigatori hanno potuto osservare direttamente. Secondo la ricostruzione della Questura, l'anziano aveva verificato di persona il contenuto del bancale e sarebbe stato pienamente consapevole del carico illecito.
Il gip ha comunque disposto per lui gli arresti domiciliari tenendo conto dell'età avanzata e della necessità di assistere la moglie invalida, pur riconoscendo il pericolo di reiterazione del reato e l'inserimento dell'uomo in una «filiera criminale».
Il blitz a San Fruttuoso e il sequestro
L'operazione è scattata la mattina di giovedì 10 settembre nel quartiere San Fruttuoso, zona di capannoni al confine tra Monza e Muggiò, a breve distanza dallo svincolo della tangenziale nord. Gli agenti, che monitoravano da tempo un camion con targa straniera sospettato di movimenti illeciti, hanno fatto irruzione mentre i tre uomini erano intenti a scaricare il mezzo pesante con un carrello trasportatore.
Subito dopo le operazioni di scarico, uno degli indagati ha caricato alcune borse a bordo di una Mercedes e si è allontanato: bloccato poco distante, è stato trovato in possesso di circa 200 chili di hashish. Il contestuale controllo del magazzino ha permesso di rinvenire ulteriori 300 chili di stupefacente, in parte nascosti all'interno di un frigorifero a pozzetto e in un sacco di iuta. Un quantitativo minore è stato poi recuperato durante la perquisizione nell'abitazione di uno degli arrestati in Brianza.
Nel frattempo il camion si era rimesso in viaggio verso la provincia di Pavia con il suo carico ufficiale di sacchi di cacao: raggiunto e fermato, è stato ispezionato con l'ausilio delle unità cinofile, confermando il coinvolgimento del conducente.
I complici e il ruolo nella filiera
In carcere sono finiti due cittadini romeni: Mihai Anderson Serbanoiu, 32 anni, residente a Misinto, e Anghel Nicolae Vivi, fermato alla guida dello stesso tir in direzione Pavia. Secondo gli investigatori, sarebbe stato Serbanoiu a impartire le istruzioni per il deposito della droga nella proprietà di Conforto, in via della Novella. Lo stesso Serbanoiu ha riferito che il carico era destinato a lui e che intendeva portarlo a casa per poi metterlo a disposizione di non meglio precisati «conoscenti romeni».
Per Conforto, assistito dall'avvocato Massimiliano Lancillotti, si tratterebbe di un esordio nel narcotraffico, seppure al livello più basso della catena criminale, quello di custode. L'uomo ha precedenti per ricettazione risalenti nel tempo, l'ultimo dei quali al 2010.
Il contesto territoriale e il valore del carico
Il sequestro complessivo ammonta a circa 520 chilogrammi di hashish. Secondo una prima stima, il carico avrebbe potuto fruttare sui due milioni di euro. La Brianza si conferma ancora una volta territorio strategico per il narcotraffico: la posizione a metà strada tra i valichi di confine e Milano, l'elevato numero di capannoni industriali utilizzabili come depositi temporanei e la fitta rete stradale che collega la zona alle principali direttrici regionali ne fanno un snodo privilegiato.
Meno di una settimana prima, sempre gli agenti della Squadra Mobile avevano effettuato un altro sequestro importante a Bernareggio, nella parte orientale della provincia: nascosti in due borsoni, 70 chili di cocaina e 170mila euro in contanti. Le indagini proseguono per ricostruire ruoli, fornitori e canali di smercio della partita di hashish sequestrata a San Fruttuoso.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
